Festival Il Giullare, oggi a San Magno “Come uno straniero: l’autismo per comunicare”

In merito alla rassegna “Festival Il Giullare” oggi, mercoledì 5 agosto, sarà presentato nella sala teatro San Magno “Come uno straniero: l’autismo per comunicare” (ingresso ore 20.30 – sipario ore 21.00).

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Questa è la storia di Mario affetto da spettro autistico, e Veronica sua sorella che vive con lui e se ne prende cura. Il loro dialogo, tra tenerezze e complicazioni, si fonda esclusivamente sulla capacità che ha Veronica di ascoltare e capire suo fratello. Mario, infatti, è un eterno bambino costretto ad essere sempre ligio alle regole da rispettare per ogni piccola azione quotidiana. Come tale, vive all’esterno della realtà, non l’attraversa mai per davvero. Come uno straniero, appunto. Veronica è il suo unico mondo, lo assiste in tutto e per tutto ma le pesa la mancanza di una propria vita indipendente dato che entrambi i genitori anni addietro sono deceduti. Un finale sconvolgente e inaspettato lascerà lo spettatore di fronte ad un’amara riflessione sulla vita.

Comportamenti autistici: distruttivi, incapacità di parlare, ipersensibilità al contatto fisico, mania di usare oggetti come fossero trottole “associavo le parole alle immagini che avevo in mente. Se lo psicologo mi diceva STOP vedevo un segnale di stop. Se mi diceva VAI, vedevo una luce verde!

Si parla di autismo, indubbiamente, ma è soprattutto l’ennesima riflessione con il sorriso sulla disabilità e ciò che cambia nella routine quotidiana di chi ci convive a stretto contatto.

“Come uno straniero” affronta il tema della comunicazione con la disabilità a partire da chi disabile non è. Veronica comprende perfettamente Mario, ma non riesce a farsi capire da lui. Questa condizione getta chi vive accanto a un disabile in una condizione di esasperante frustrazione: non farsi capire significa in ultima analisi non essere in grado di proteggere chi si ama.

Tuttavia, capire l’altro e farsi dall’altro capire non è indispensabile per qualsiasi comunicazione? E non lo è forse ancor di più quando l’atto comunicativo coinvolge un disabile?

Si tratta di trovare una comunicazione capace di sgretolare quell’isolamento che è condizione ricorrente per un autistico. Lo sforzo allora non è tanto di ascoltare e quindi capire, quanto piuttosto di farsi ascoltare e offrire all’altro gli strumenti necessari a capire.

La delusione può essere cocente e dietro gli sforzi si cela quasi sempre la sconfitta. Resta però la sensazione, anzi la certezza, che se nessun atto comunicativo è privo di difficoltà, ogni tentativo per metterlo in moto non può che generare a sua volta delle possibilità. Ed è di queste possibilità che, in fondo, vogliamo continuare ad occuparci.

Compagnia Ideachiara Onlus Teatro sociale e oltre
drammaturgia: Angelo Callipo
regia: Giovanni Allocca
con Michele Tarallo e Francesca Ciardiello
musiche: Alberto Giordano
disegno luci: Tommaso Toscano
scenografia: IdeaChiara
responsabile tecnico: Yasmine Ferretto

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