Fai calcio, ma al Comunale non ci giochi: dopo Vigor e Città di Trani, se ne va anche l’Apulia. Cause e paradossi

Come già riferito ieri, l’Apulia Trani ha dovuto giocare la sua prima partita in casa del campionato di C donne a Molfetta, a causa dell’indisponibilità dello stadio Comunale.

In via Superga, infatti, è rotta la pompa che alimenta le docce ed il manto erboso è ai limiti della praticabilità, per usare un eufemismo.

Tutto questo fa sì che la partita di Molfetta sia stata, forse, solo la prima di tante da disputarsi fuori, a conferma del fatto che le squadre di Trani, anche se per vari motivi, giocano tutte lontano dal Comunale.

Nel caso dell’Apulia tutto questo diventa come minimo paradossale, poiché la società è custode di uno stadio in cui non può giocare, quindi è sostanzialmente custode di un’idea. O poco più.

Ed ancora, sempre in paradossale contrapposizione a questo scenario, il dirigente del settore Sport, Alessandro Attolico, ha impegnato una spesa di 400 euro per l’omologazione dello stadio Comunale da parte della Federazione italiana giuoco calcio.

E nella premessa del provvedimento si legge testualmente che l’impianto «ospita le partite casalinghe dell’Apulia e della Vigor Trani», pur sapendo già alla data del provvedimento – 24 settembre 2021 – che la società maschile stava disputando le sue gare in un altro impianto di gioco e senza neanche allenarsi a Trani.

Lontano da via Superga, ma almeno non dalla città, gioca il Città di Trani di Prima categoria. Ma prima di ripiegare sul Capirro sport village aveva persino ventilato il ritiro dal campionato proprio a causa della gran delusione di non disporre dell’impianto pubblico.