Estate Tranese: inchiesta archiviata

Archiviata l’inchiesta sull’Estate Tranese 1998. Il provvedimento, firmato dal gip Giulia Pavese su richiesta del pm Giuseppe Maralfa, ha chiarito l’insussistenza dell’esposto-denuncia presentato dal consigliere comunale della Destra di Trani Francesco Spallucci.Nella denuncia alla Procura si ipotizzavano a carico dell’assessore comunale al turismo Francesco Paolo Straniero presunte irregolarità in merito all’acquisto da un’agenzia di Barletta di due spettacoli canori, che si sospettavano essere stati pagati ad un prezzo superiore rispetto a quanto offerto da altra agenzia foggiana.Le indagini svolte, invece, hanno permesso di accertare che gli artisti in questione (Ron e Federico Salvatore) erano proposti in esclusiva dall’agenzia barlettana ad un prezzo congruo, comprendente anche il "service" (amplificazione e luci), non proposto dall’agenzia foggiana. Il titolare di quest’ultima, inoltre, ha dichiarato al magistrato che i prezzi da lui proposti nel mese di febbraio avrebbero dovuto subire "un eventuale piccolo aggiustamento". Alla base dell’esposto alla Procura, tra le altre, vi era una lettera con la quale l’assessore agli appalti Fausto Donno annunciava l’assenza dalla discussione in giunta richiamando l’attenzione di sindaco e assessore al ramo circa la diversità delle offerte provenute all’epoca. Questa posizione, alla luce dell’intervenuta archiviazione dell’inchiesta, ha provocato significative conseguenze politiche. Il presidente di Alleanza Nazionale Giuseppe Tarantini, infatti, ha chiesto nell’ultimo consiglio comunale le dimissioni dell’assesore Donno, la cui presa di distanze dall’adozione di quel provvedimento, in qualità di "tecnico", non è andata giù alla parte politica a sua volta rappresentata nell’esecutivo. "Il comportamento dell’assessore – ha detto Tarantini – aveva disorientato l’opinione pubblica circa buona fede del resto della giunta. Ora che la magistratura ha chiarito che l’assessore aveva torto, e che quindi il "tecnico" non ha saputo consigliare il "politico", l’avvocato Donno ne tragga le logiche conseguenze e si dimetta". L’assessore ha così replicato: "Le mie osservazioni dell’epoca nascevano dal fatto non aver potuto visionare gli atti in precedenza e, peraltro, si fondavano su dati di fatto non smentiti dall’inchiesta, ma semplicemente, e in ogni caso successivamente, chiariti in sede giudiziaria. Mi si chiede la testa, invece, per farmi pagare le mie battaglie per far camminare provvedimenti che invece gli assessori di An vogliono continuare a tener bloccati. Io non mi dimetto: se lo riterrà opportuno, mi revochi il mandato il sindaco".Tornando alla conclusa inchiesta giudiziaria, c’è da aggiungere infine che il consigliere Spallucci aveva proposto opposizione alla richiesta di archiviazione del pm, ma tale azione è stata ritenuta dal gip inammissibile perchè nel reato configurato l’eventuale parte offesa sarebbe stata solo la pubblica amministrazione, non il privato che, come tale, avrebbe potuto soltanto costituirsi parte civile nel processo penale, rimanendo però assente nella fase delle indagini preliminari.

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