Estate a Palazzo Beltrani, parte oggi la rassegna «Teatro a corte»

Inaugura oggi la II edizione della rassegna nazionale di Teatro a Corte, a Palazzo delle Arti Beltrani a Trani lo spettacolo Al Gran Cafè Chantantdella Compagnia dei Teatranti di Bisceglie. La stagione di eventi 2022 del contenitore culturale polifunzionale della città di Trani è prodotta dall’Associazione Delle Arti con il patrocinio di Costa Sveva e del Festival internazionale Castel dei Mondi di Andria, con il sostegno della Regione Puglia e della Città di Trani.

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Dopo il successo dell’appuntamento fuori cartellone dell’orchestra da Camera Virtuós Mediterrani di Alicante, direttamente dalla Spagna, che si è esibita con la direzione del Maestro venezuelano Gerardo Estrada Martínez  nella splendida cornice di Corte Davide Santorsola, lo spazio en plein airdi Palazzo Beltrani sarà stasera palcoscenico privilegiato del primo spettacolo della II edizione della rassegna nazionale “Teatro a Corte” – Premio Giovanni Macchia, con la direzione artistica di Enzo Matichecchia, in collaborazione con Compagnia dei Teatranti A.P.S. di Bisceglie, Unione Italiana Libero Teatro e vari Enti teatrali italiani. Un cartellone di spettacoli di teatro amatoriale, scelti dopo un’accurata selezione di numerose proposte di compagnie che, da tutta Italia, hanno partecipato ad un bando, e il cui spettacolo migliore, votato dal pubblico, riceverà il premio dedicato a Giovanni Macchia (Trani 1912 – Roma 2001), illustre critico letterario, saggista e accademico italiano di origini tranesi.

La pièce, con la regia di Enzo Matichecchia, narra gli espedienti per campare di un gruppo di teatranti di prosa classica alle prese con la “crisi del settore” di inizio Novecento a causa dello straripante successo di una nuova forma di spettacolo, il cafè chantant o caffè-concerto, per lo più formato da numeri di arte varia e rappresentato in locali nei quali si potevano anche consumare vivande e bibite nel corso dello stesso spettacolo. A questi artisti si aggiunge un pout-pourri di personaggi con le loro miserie e le loro vittorie, tra scappatelle, guapperie e discutibili ambizioni artistiche, il tutto condito da esibizioni canore dal vivo, battute e divertenti gags per sorridere ed allo stesso tempo riflettere su un particolare momento di crisi etico-sociale del tempo, sotto certi aspetti simile a quello dei giorni nostri.

Illuminanti le note registiche di Matichecchia sul godibilissimo spettacolo di stasera. Come è noto, Eduardo Scarpetta era aspramente bersagliato dalla critica francese per le riduzioni fatte su moltissime pochades, come Bébé, I trenta milioni di Sir Gladiator o Mademoiselle Nitouche,giusto per citarne alcune. Ma nel volume Dal San Carlino al Fiorentini da lui stesso scritto, quasi a discolparsi per questa sua mania, dimostra al lettore che il merito del successo delle sue pièces non va ai veri autori dei testi ma al riduttore. La definizione che egli stesso fornisce del termine riduzione è quantomeno curiosa: “Ridurre significa spesso ricostruirerifare. E per ricostruire, rifare ed ottenere un successo è indispensabile, prima di accingersi all’opera, rivivere tutta intera la pochade che si vuole ridurre, nell’ambiente del teatro pel quale si scrive”. E per quanto riguarda le compagnie che mettevano o avrebbero messo in scena questo repertorio, l’autore diceva: “Non sono i bravi attori che mancano alle compagnie, né vi manca quell’abate mento (l’affiatamento) che tanto contribuisce alla buona riuscita di ogni lavoro teatrale, in ispecie se di genere brillante; ma spesso manca in esse il capo comico che supplisca al buon riduttore o traduttore della pochade che si vuol rappresentare”. Ebbene, quale regista e capo comico della Compagnia dei Teatranti, in questa occasione mi sono cimentato non nella riduzione di una pochade francese ma in quella della sua Lu cafè chantant, portandola da 3 a 2 atti; ricostruendo, rifacendo, persinoaggiungendo del mio al testo originale ed infine adattando la performance recitativa di ogni singolo attore al gradimento di un pubblico sicuramente diverso da quello di fine ‘800, periodo in cui l’opera fu scritta.

Torna domani sabato 18 giugno la IV edizione “Jazz a Corte”, il festival musicale en plein air in cui la Corte Santorsola si apre alle varie sfumature del jazz mediante sonorità, ispirazioni, declinazioni della vasta gamma del genere musicale, in cui i musicisti affermati del territorio e nomi internazionali hanno trovato uno spazio privilegiato per esibirsi. Pensata come attività di divulgazione del jazz e dello swing, la rassegna è in collaborazione con il Dino Risi Jazz Corner di Trani. I due affermati jazzisti Francesca Leone (voce) e Guido Di Leone (chitarra) proporranno il loro nuovo lavoro discografico “Coração Vagabundo” della Abeat Records. Con Gianluca Fraccalvieri al basso, Fabio Delle Foglie alla batteria e Enzo Falco alle percussioni, l’affiatato e affascinante duo, interpretando, a partire dalle ore 21,00, canzoni senza confini e senza età, darà un incantevole tributo alla bossa nova. Il movimento cultural-musicale brasiliano, sviluppatosi negli anni ‘60 grazie alla creatività di musicisti di jazz e poeti, si è presto divulgato in tutto il mondo attraverso le meravigliose composizioni di Tom Jobim, Joao Gilberto Vinicius de Moraes, Baden Powell, Roberto Menescal, Joyce, Caetano Veloso.

Chiude questa prima settimana di programmazione estiva di Palazzo Beltrani, domenica 19 giugno, alle ore 21,00, la presentazione (ad ingresso libero) del nuovo lavoro letterario di Felice Di Lernia per i tipi di Bordeaux Edizioni di Roma. Su iniziativa dell’Associazione delle Arti dialogheranno con l’autore di “Tieniti forte. Lettere al figlio che parte” il sindaco della città di Trani Amedeo Bottaro e Cecilia Di Lernia. Il libro è un “viaggio al centro della famiglia” in quaranta brani: intuizioni in presa diretta, pubbliche ammissioni, stralci di diario, lettere, sogni e svelamenti che partono da un altrove assoluto, la vita privata dell’autore, e rimandano al sentire e al sapere di ciascuno e di ciascuna, in una dinamica di rispecchiamenti nella quale è possibile perdersi. Con il suo registro autenticamente autobiografico, spesso venato di ironia e mai fine a se stesso, questo libro si offre alla riflessione sulla propria esistenza, tocca il sentire urgente di tante e di tanti, genera vortici di interrogativi, guardandosi bene dal risolverli. Antropologo, dalla seconda metà degli anni Ottanta Felice Di Lernia si occupa di famiglie e scritture autobiografiche in luoghi e situazioni di condivisione, accoglienza, cura e sofferenza. Sempre per Bordeaux, nel 2015 ha pubblicato ‘Mio fratello è figlio unico (ma ha molti follower)’ e nel 2018 Eppure il vento soffia ancora’, nel 2019 con Maurizio Coletti ha curato l’edizione italiana di ‘Tra segreto e vergogna: la violenza filio-parentale di Roberto Pereira’ e, con Mauro Croce l’anno prima, l’edizione italiana di ‘Psicologia della liberazione di Ignacio Martin-Baró’.

È visitabile, inoltre, sino al 21 agosto 2022, la mostra Rinascimento “RINASCIMENTO. Architettura – Ingegneria – Scienza – Tecnica” dell’ingegner Giuseppe Manisco, dedicata agli ingegneri del Rinascimento, in collaborazione con l’Associazione CREATTIVAmens di Galatone (Le).

Per prenotare: È possibile acquistare i biglietti direttamente presso il botteghino del Palazzo delle Arti Beltrani tutti i giorni dal martedì alla domenica, ad eccezione del lunedì, dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 20:00. Oppure on line sulla piattaforma: i-ticket: www.i-ticket.it/groups/stagione-artistica-palazzo-delle-arti-beltrani-2022

Info: tel.: 0883500044 / e-mail: [email protected]

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