Edifici comunali di Trani ancora senza la certezza della messa a terra: gara dichiarata deserta

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Non si trova ancora una via d’uscita con riferimento alla gara relativa alla verifica della messa a terra degli edifici comunali. Infatti la procedura che era stata avviata, e poi sospesa per richiesta di chiarimenti da parte di alcuni dei cinque operatori consultati, adesso è stata formalmente dichiarata deserta.

Lo si legge nella determinazione con cui il dirigente dell’Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, prende atto delle risultanze del verbale poiché nessuna offerta è pervenuta, e stabilisce che si procederà ad una nuova richiesta di offerta alle stesse condizioni della prima gara, ma estendendo gli inviti a tutti gli scritti abilitati alla categoria «Servizi di valutazione della conformità», presenti sulla piattaforma del Mercato elettronico delle pubbliche amministrazioni

La procedura, più esattamente, è quella per la verifica straordinaria agli impianti di messa a terra e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche negli edifici comunali.

Dalle richieste di chiarimenti erano emerse necessità di effettuare verifiche di carattere tecnico sulla progettazione, con riferimento alle tariffe obbligatorie da applicare per l’espletamento dell’attività oggetto di gara.

Ad onor del vero gli impianti ci sono, ma non è dato conoscere da quanto tempo non siano più stati verificati. E questo pone gli utilizzatori di quegli edifici comunali non del tutto al riparo da rischi legati a scariche elettriche.

«Agli atti dell’Ufficio tecnico – si legge nel provvedimento con cui era stata avviata l’indagine di mercato – non sono disponibili le documentazioni relative alle verifiche periodiche degli impianti elettrici e di quelli a protezione delle scariche atmosferiche negli immobili comunali sedi degli uffici e delle istituzioni scolastiche».

In altre parole gli edifici di proprietà del Comune di Trani potrebbero essere sprovvisti della messa a terra, quindi essere forieri di incidenti in caso di eventi atmosferici particolarmente critici. Così la figura apicale dell’Ufficio tecnico, nella stessa determinazione dirigenziale, aveva approvato la perizia di spesa e modalità di affidamento per una verifica straordinaria della messa a terra e dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche negli edifici comunali.

La norma che disciplina questo settore, del 2001, focalizza l’attenzione soprattutto su strumenti collocati in luoghi di lavoro, prescrivendo di sottoporre gli impianti a verifica periodica ogni cinque anni, ad esclusione di quelli installati in cantieri, locali adibiti a uso medico e ambienti a maggiore rischio in caso di incendio, per i quali la periodicità è biennale.

E stabilisce, inoltre, che l’attuazione delle verifiche straordinarie degli impianti sia effettuata ove sussistano le seguenti condizioni: esito negativo della verifica periodica; modifica sostanziale dell’impianto; richiesta del datore di lavoro.

Nell’assenza di dati aggiornati si è ritenuto necessario, pertanto, procedere alla verifica straordinaria degli impianti mediante un organismo certificatore autorizzato secondo le procedure stabilite.

L’Ufficio tecnico aveva fissato l’importo dell’intervento in 11.000 euro Iva compresa, e tramite la piattaforma del Mercato elettronico della pubblica amministrazione aveva inviato una richiesta d’offerta a cinque fornitori abilitati alla categoria dei servizi di valutazione della conformità in possesso dei requisiti previsti. Adesso, però, tutto sospeso nell’attesa dell’esito del nuovo bando.

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