Ds, prime spaccature

Il Consiglio Comunale parte "zoppo". Emanuele Germinario, eletto nella lista dei Democratici di Sinistra, figurerà già dalla prima riunione dell’assise cittadina quale "indipendente di centrosinistra". Ne hanno condiviso la scelta i "compagni" Giovanni Cozzoli, Savino De Toma e Vito Mallardo. "Abbiamo aderito al progetto dei Democratici di Sinistra – spiegano i quattro in un documento unitario – con la convinzione di essere nel "nuovo" partito della sinistra riformista. L’adesione dei DS al Partito Socialista Europeo e l’inserimento del suo simbolo ci ha illuso di vedere realizzate le nostre aspirazioni, che sono sempre state rivolte al partito unico della sinistra riformista. L’impatto con la cruda realtà, dopo avervi militato quotidianamente, ci ha convinti di essere entrati nel "vecchio" Partito Comunista, che ha solo rifatto il look". Uno strappo importante e non certamente prevedibile, soprattutto perchè immediatamente seguente all’elezione a sindaco di Carlo Avantario ed alla notevole affermazione del partito. Il commento dei dissidenti è amaro: "I DS, nella Città di Trani, hanno raggiunto lo storico risultato elettorale di essere il partito di maggioranza relativa; la nostra delusione è, ancora oggi, di non essere considerati Diessini ma Socialisti, come se questo fosse un peccato originale, pur essendo stati protagonisti del risultato raggiunto. A tale proposito, ci sentiamo mortificati e privi degli stimoli politici che ci hanno spinto verso la scelta dei Democratici di Sinistra". Non si può negare che, essendosi registrata in uno spazio temporale appena precedente la comunicazione della nuova giunta da parte del sindaco, la fuoriuscita di Germinario, Cozzoli, De Toma, Mallardo dai DS presti il fianco a tutta una serie di facili illazioni circa presunte "pretese" avanzate dagli interessati e rispedite al mittente. Anche da questo punto di vista il documento sgombra il campo da ogni dubbio di sorta: "Non abbiamo mai preteso incarichi amministrativi – si legge nella nota -, nè di partito; non abbiamo mai partecipato a nessuna trattativa pre-elettorale, della quale siamo stati sempre tenuti all’oscuro". E Germinario, al nostro microfono, aggiunge: "Ho affermato pubblicamente in vari comizi che non avrei avuto intenzione di dimettermi da consigliere comunale per assumere incarichi amministrativi. Il mio intento è sempre stato di candidarmi per fare il consigliere comunale e sostenere il sindaco Carlo Avantario ed il suo progetto politico, che la Città ha valutato migliore di quello di Gino Simone. Pertanto, io ed i miei compagni rassegniamo le nostre dimissioni dal partito, ma ribadiamo il nostro pieno sostegno al Sindaco e alla coalizione di centrosinistra. Non vogliamo creare assolutamente alcun problema alla nuova Amministrazione Comunale". Consigliere indipendente per tutta la legislatura, oppure ci sarà la possibilità di ricucire lo strappo? Qualora invece ciò non fosse possibile, si prefigurerebbe una nuova collocazione politica in un altro partito? Germinario lascia aperte tutte le strade: "In questo momento sarò indipendente in consiglio comunale. Se vi sarà la possibilità di ricucire lo strappo, noi saremmo disponibili, ma vi dev’essere un segnale chiaro dall’altra parte". E dall’altra parte, appunto, il segretario politico dei DS Mauro Mazzilli, sebbene sorpreso dalla scelta maturata dai quattro dissidenti, lancia un primo segnale, nella convinzione che vi sono margini ragionevoli per sanare la frattura: "Contrariamente a quanto sostiene il documento – afferma a caldo Mazzilli riservandosi un’analisi più approfondita nei prossimi giorni – il partito è apertissimo a tutti e dà spazio ad ogni sua componente. L’idea del veterocomunismo non è nemmeno da commentare. Piuttosto posso affermare che Germinario ed i suoi amici hanno lavorato con noi in piena armonia fino al giorno dell’elezione di Carlo Avantario a Sindaco. Poi, dal giorno dopo, è successo qualcosa, è come se fosse scattata una molla che non ci ha più consentito di ragionare in maniera serena". Quanto alle immediate prospettive, nell’attesa che le parti tornino a verificare le rispettive posizioni, Mazzilli prende atto del sostegno garantito da Germinario al sindaco, ma precisa: "Se Germinario farà il consigliere di maggioranza fuori dai Ds, dovrà darne conto ai 3500 cittadini che hanno votato per noi e gli hanno consentito di diventare consigliere comunale. Non si dimentichi, infatti, che lui è scattato come ultimo dei consiglieri eletti in virtù del forte risultato conseguito dalla lista: sono stati proprio quei 3500 voti a darci il diritto a portare in consiglio cinque nostri rappresentanti. Certamente – commenta con obiettività ed una certa dose d’autocritica Mazzilli – nessuno in questa storia, me compreso, fa una bella figura, soprattutto se rapportata al brillante risultato elettorale del partito. In ogni caso sono certo che ci sono margini per ricomporre efficacemente lo strappo".

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