Discarica di Trani, per Maria Grazia Cinquepalmi «l’emergenza non è stata superata: i materiali pesanti sono altamente tossici»

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Sono passati sei anni dal 2014, da quando la discarica è stata chiusa. Apprendiamo che “la discarica di Trani inquina meno ma, non ha smesso di farlo”. La discarica inquina meno rispetto a cosa, a quando, visto che ad oggi non sono stati effettuati interventi concreti?

Dagli esiti del piano di caratterizzazione e dall’analisi del rischio emergono ufficialmente le condizioni di contaminazione della falda acquifera da Manganese e la non conformità rispetto alla concentrazione soglia di contaminazione per i Solfati, Alluminio, Boro, Nichel e Tricolometano. Emerge anche e soprattutto che l’origine della contaminazione è correlata alla perdurante presenza di percolato nei lotti della discarica.

Le analisi effettuate sui campioni di percolato prelevati dai pozzi di monitoraggio, evidenziano la possibile correlazione tra la qualità del percolato in uscita dalla parete della discarica e i contaminanti presenti nell’acqua di falda che più a valle viene utilizzata anche per uso irriguo. Sul lotto 3 permane la perforazione della membrana di protezione della discarica derivante dalla non corretta captazione del biogas, che continua a determinare la dispersione di percolato e di sostanze inquinanti che continuano a diffondersi contaminando la falda sotterranea e la falda acquifera.

Più dettagliatamente è stata confermata la rottura della sponda Nord del terzo lotto a quote comprese tra 10 e 17 metri di profondità ed a tutt’oggi non essendoci stato alcun intervento sulla tenuta idraulica della sponda persistono le stesse condizioni fisiche che hanno originato 6 anni fa la contaminazione della falda acquifera.

La presenza di metalli pesanti come il Nichel risultano essere altamente tossici e stabili poiché insolubili. Purtroppo, il terzo lotto è a tutt’oggi privo di capping, la copertura del I e II lotto è temporanea e, quindi, facilmente logorabile e lacerabile.

Tuttora, nel corpo della discarica le precipitazioni meteoriche producono un incremento del carico idraulico prodotto dal percolato che potrebbe ulteriormente incrementare la pressione sulla barriera idraulica inducendo ulteriori sversamenti dei contaminanti in falda.

Visti gli esiti del Piano di Caratterizzazione e dell’analisi del rischio, l’emergenza non è stata superata, l’ordinanza (n. 25 del 23/9/2016) con la quale il Sindaco sosteneva che occorreva provvedere con estrema urgenza al completamento degli interventi di messa in sicurezza di emergenza, stante l’accertato stato di inquinamento, sussiste ancora. Senza indugio dal 2014 si doveva procedere alla copertura del I, II e III lotto unitamente alla realizzazione dell’impianto di raccolta e trattamento delle acque meteoriche ed alla raccolta e smaltimento del percolato.

L’ordinanza di quattro anni fa doveva salvaguardare la tutela e l’incolumità dei cittadini tranesi in quanto la situazione riscontrata metteva in serio pericolo l’incolumità pubblica e privata che di fatto non è stata salvaguardata visto che è emerso un rischio concreto per la risorsa idrica sotterranea e per le contaminazioni indirettamente correlate. Questa è la realtà dei fatti, questo è quanto emerge dalla lettura della documentazione.

 

 

Maria Grazia Cinquepalmi

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