Di Leo: «San Domenico e Trani non meritano tanta apatia»

Lo scrivo da semplice cittadino: apprendere da un comunicato sulla stampa che un nostro sacerdote, Don Mimmo De Toma, prova indicibile sconforto per la situazione di degrado ed abbandono in cui versa la chiesa di San Domenico, mi provoca un profondo senso di tristezza.

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Lo scrivo da consigliere comunale: quando persino un sacerdote giunge a lamentare pubblicamente che la sua e nostra chiesa non è difesa da nessun soggetto istituzionale, questa diventa una vera e propria denuncia e la mia tristezza diventa  anche sdegno. Per quanto mi riguarda ritengo incomprensibile il mancato utilizzo di un finanziamento già stanziato per il restauro ad eseguirsi da parte della Regione Puglia, ed è incomprensibile che il primo cittadino e il consigliere regionale tranese non vadano a battere i pugni sul tavolo del loro caro amico Emiliano, Presidente della Regione Puglia, per chiedere che inizino i lavori.

Fare i forti con i deboli e i deboli con i forti: questa sembra l’atteggiamento dei politici che la maggioranza dei miei concittadini ha purtroppo ritenuto di eleggere per tutelare la nostra città.

Fare i dittatori nel palazzo comunale e non contare nulla una volta usciti dai confini del territorio tranese non rende un buon servizio alla città, e alla lunga si paga.

Lo scrivo  ai miei elettori (perché me lo hanno chiesto): pur non rivestendo cariche istituzionali tali da poter incidere sulle dinamiche della Regione Puglia, in tempi non sospetti, cioè in data 12 febbraio 2021 ho trasmesso una interrogazione al sindaco e all’assessore ai lavori pubblici per conoscere chi avrebbe eseguito e la durata dei lavori di messa in sicurezza della chiesa di San Domenico, in quanto gli stessi sembravano iniziati e poi si erano fermati.

Nessuno mi ha mai risposto, omettendo di adempiere alla loro funzione, evidentemente troppo presi da altre iniziative  sicuramente ritenute più importanti della chiesa di San Domenico.

Alla consigliera regionale non ho manco scritto, perché notoriamente molto lontana da Trani e dai suoi problemi.

Ho provveduto ad inviare un sollecito ai rappresentanti comunali in data 25 marzo 2021, anch’esso rimasto inevaso.

Delle mie richieste, e della (solita) non risposta, informai sia S.E. Rev.ma Arcivescovo della Diocesi, Mons. Leonardo D’Ascenzo e sia Don Mimmo De Toma, con una mia nota del 15 aprile 2021, a cui fece riscontro una gentile nota da Mons. Saverio Pellegrino.

Ben lungi dal voler strumentalizzare politicamente questa triste storia, credo che l’apatia generale che purtroppo invade gli animi dei cittadini tranesi, la mancanza di orgoglio nel tutelare i propri diritti, i propri interessi, la propria storia, derivi da una rappresentanza istituzionale che naviga verso altri lidi ed altre destinazioni e che non fornisce una guida come dovrebbe fare.

Giovanni Di Leo (capogruppo Lega Trani)

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1 commento

  1. Per il consigliere leghista.
    La splendida Chiesa di San Domenico non è di proprietà della Diocesi e tantomeno del Comune di Trani.
    Fa capo insieme ad altre chiese a quell’asse patrimoniale di congregazioni religiose che nella seconda metà dell’ottocento vennero incamerate dallo Stato e fa quindi capo al FEC (Fondo Edifici di Culto), ente del Ministero degli Interni, che ancora ne detiene la proprietà.
    Sono stati stanziati 850.000 euro, di cui 500.000 dal FEC e 350.000 euro dal Ministero dei beni culturali.
    Invece di trasmettere una interrogazione al Sindaco e all’Assessore ai lavori pubblici (non competenti inmerito), per voler conoscere chi avrebbe eseguito e la durata dei lavori, perché non ha chiesto l’intervento del suo capo Salvini che all’epoca era Ministro degli Interni, quando, nel gennaio del 2018, la Chiesa fu chiusa per decisione della Soprintendenza di Bari?????
    Comunque, la situazione dei lavori è stata bloccata principalmente da una conseguente errata (burocratica) attribuzione di competenza che aveva fermato un po’ tutto, anche per passaggi tra Soprintendenze.
    Che c’azzecca la Regione Puglia?
    Che c’azzecca il Sindaco?
    Che c’azzecca l’Assessore ai lavori Pubblici?
    Incompetenza leghista???
    Fake news????
    Grande povertà argomentativa (e linguistica)???

    “Non credere sempre a chi ti dà notizie: bisogna avere poca fiducia in chi parla molto.” Catone il Censore.

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