«Dappertutto stare», primo lavoro letterario di Federica Nolasco presentato con successo in biblioteca. Video

Il 21 marzo, incipit della primavera e Giornata Mondiale della Poesia, non poteva trovare migliore celebrazione considerando la presentazione di “Dappertutto stare” (ed. SECOP – Corato) opera prima della giovine scrittrice Federica Nolasco, classe 2001, che ha incantato e coinvolto i numerosi presenti alla Biblioteca Comunale.

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L’intervista di Tonino Lacalamita a Federica Nolasco

Federica Nolasco con la determinazione e la dolcezza rock di Janis Joplin, con gli occhi curiosi e l’animo gentile di un poeta, acuta osservatrice del modo dove si immagina ovunque, ha trasportato i presenti e lo farà con i suoi lettori, in un mondo, apparentemente contradditorio fatto si senso e non-senso, dove la sua anima si fonde in cerca di pezzi di sè, in un mondo dove sono sollecitati i dubbi e mai si danno risposte, un ambiente artistico dove , con versi e prosa ben punteggiata, si vogliono lasciare tracce.

Il libro beneficia una splendida post-fazione della poetessa Angela De Leo recentemente insignita a Roma di un prestigioso premio quale “Maestra di eloquenza e poesia“, nonché Direttrice Editoriale della SECOP, del suo ammirevole scritto, che meriterebbe di essere riportato tutto, abbiamo scelto la parte che riteniamo più rappresentativa della scrittura presentata:” Dappertutto stare di Federica Nolasco è un libro interessantissimo per struttura, forma, contenuto. Sconcerta e fa riflettere, spesso capovolgendo totalmente i personali punti di vista sulla scrittura, la poesia, i sentimenti, le emozioni, le percezioni di sé e del sé. Degli altri. Persino la punteggiatura scombina regole passate e presenti, opinioni. Ma, poi, ecco una dedica salvifica “All’impulso della rinascita,/ il mio costante dappertutto stare”. E già l’ossimoro tra “impulso” che definisce un’azione irriflessa, istintiva, veloce e “costante”, che ne sottolinea la pacatezza quotidiana, riflessiva, meditata, voluta di quella volontà, determinazione a “stare dappertutto”. E “stare” è molto più concreto, forte, definitivo di “essere”, che indica l’essenza, imprendibile, astratta, anche se immutabile nel tempo”.

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