Dalla Lum all’Ipsia? La replica della preside: «Nessun trasferimento a Trani almeno fino a dicembre 2023»

Troppe informazioni discordanti, imprecise, parziali, spesso infondate, continuano a disorientare gli stakeholder dell’Archimede di Andria in questa estate calda, non solo per le temperature: proposte, controproposte, verifiche, ipotesi, trattative.

Inopportuno il contenuto deell’articolo “TRANI, ESCE LA LUM, ENTRA L’IPSIA” a firma del giornalista Nico Aurora, che ipotizza (quali le sue fonti di informazione?) un trasferimento della sede scolastica nelle vacanze di Natale; inopportuno continuare a disorientare su informazioni infondate.

L’Istituto scolastico Archimede continuerà a svolgere la sua attività istituzionale nell’attuale sede di via Vecchia Barletta, ad Andria, fino a dicembre 2023, giusta comunicazione ufficiale del Presidente della Provincia, avvocato Bernardo Lodispoto, del 1mo settembre 2021, prot. 0018917-21.

NESSUN TRASFERIMENTO dunque. Famiglie, studenti, personale scolastico e altri portatori di interesse: TRANQUILLI!

Il dirigente scolastico – Prof.ssa Anna Ventafridda

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(n.a.) La professoressa Ventrafridda può stare altrettanto tranquilla: questo giornale, prima di trattare argomenti di questa natura, a maggior ragione se riguardanti anche realtà al di fuori del territorio comunale di Trani, consulta atti ufficiali.

Nella fattispecie l’avviso pubblico della Provincia «per per un immobile da condurre in locazione, ubicato alternativamente nei comuni di Andria, Barletta e Trani, da adibire ad istituto scolastico».

Che si trattasse dell’Ipsia appare fuori di dubbio, come da articoli di stampa già precedentemente pubblicati su altre testate (ai quali non è seguita alcuna replica da parte dell’Istituto) e come lo stesso dirigente scolastico conferma parlando di «proposte, contro proposte, verifiche, ipotesi e trattative».

L’avviso scadeva lo scorso 20 agosto e, essendo giunti a settembre, è stata cura della redazione informarsi circa le eventuali risposte alla procedura ad evidenza pubblica intrapresa.

Abbiamo appreso che l’unico operatore che ha risposto è quello proprietario dell’immobile di Trani da cui è uscita la Lum, che la Provincia sta verificando la regolarità dell’offerta presentata e che si resta nell’attesa delle conseguenti determinazioni.

Questi sono dati certi, in ragione dei quali avere ipotizzato un trasferimento, a Natale o meno, è, appunto, un’ipotesi (in un contesto di certezze)rafforzata dal fatto che nel titolo appare un punto interrogativo.

È altrettanto certo, peraltro, che vi è un contenzioso in corso fra la Provincia e la società immobiliare che fa riferimento alla proprietà dell’attuale sede dell’Ipsia. Quest’ultima, però, ha proposto solo recentemente (post avviso pubblico della Bat) un valore di 4,9 euro per metro quadrato occupato e si è impegnata, fino alla scadenza contrattuale dicembre 2023, a non procedere per il rilascio della parte occupata dell’immobile, dichiarando fermo il proprio diritto «ad impugnare atti ritenuti non conformi alla legge e ai contratti».

La nota protocollata di cui parla il dirigente dovrebbe allora essere la conseguenza di un preverbale di accordo in cui, sulla base di quanto sopra, le particonvengono per un canone ridotto in base all’effettivo utilizzo dell’immobile fino alla scadenza naturale del contratto prevista per dicembre 2023.

Si tratta, in ogni caso, di un preverbale di accordo, parallelamente al quale siamo in presenza di una procedura ad evidenza pubblica indetta dalla Bat, e non ancora conclusa, per effetto della quale anche l’operatore proprietario dell’immobile ex Lum di Trani potrebbe attivare un contenzioso.

Sicuramente l’Ipsia continuerà a raccogliere iscrizioni rassicurando le famiglie circa il fatto che i propri figli frequenteranno l’istituto ad Andria, ma la partita è tutt’altro che conclusa.