Crocifisso di Colonna, il vescovo di Trani: «Preghiamo perché ci risollevi da questa grave emergenza»

«Oggi siamo qui in 400 nel rispetto delle norme. In tal modo possiamo, con la nostra preghiera, rivolgere lo sguardo verso il Crocifisso. E, guardandolo, vediamo l’incrocio di due strade, ascendenti e discendenti, rispettivamente l’umanizzazione di Dio e la divinizzazione dell’uomo. Da una parte Dio si è svuotato e si fatto uomo abbassandosi alla Croce e donandosi totalmente fino a morire per noi. E questa l’essenza della Chiesa cattolica, la via dello svuotamento: svuotarci noi per donare al prossimo ciò che abbiamo, è questo è il percorso per divinizzarci, per somigliare a Dio».

Così l’arcivescovo, monsignor Leonardo D’Ascenzo, aprendo l’omelia della concelebrazione da lui presieduta, in diretta streaming sula pagina Facebook del Giornale di Trani (https://www.facebook.com/ilgiornaleditrani/videos/466902341271488) in occasione della festa patronale del Crocifisso di Colonna. Il presule è così tornato ad invocare «una Chiesa povera per i poveri. Anche noi, devoti del Crocifisso di Colonna, dobbiamo avere le braccia allargate per donarci al prossimo. E rivolgiamo la nostra preghiera a Gesù Crocifisso perché fermi questa pandemia e guarisca tutti i malati, anche non di covid. E dia la forza a tutti noi di sostenere i malati ed alleviare le sofferenze, soprattutto economiche, conseguenze di questa pandemia».

Subito dopo la messa il Crocifisso viene condotto in forma privata alla chiesa parrocchiale di Santa Chiara, nella cui area antistante questa sera si terrà la seconda concelebrazione presieduta dal presule. Lì il Crocifisso resterà fino al 27 maggio.