Criminalità organizzata, la nuova fotografia della Dia: «A Trani comandano i gruppi Corda e Colangelo»

«A Trani permane lo stato di estrema fluidità degli assetti criminali, con i gruppi Corda e Colangelo». È quanto si legge nella relazione trasmessa  dal Ministro dell’Interno al Parlamento a seguito del rilascio del nuovo rapporto della Direzione investigativa antimafia con riferimento al secondo semestre del 2020.

«In relazione al primo sodalizio – vi si legge – si segnala la misura cautelare eseguita dai Carabinieri, nel novembre 2020, nei confronti di un pregiudicato albanese (ilir Gishti, ndr) già condannato nell’ambito del processo “Point break” ed organico al clan Corda. Il soggetto, avvalendosi della forza intimidatrice del gruppo, si rendeva responsabile di estorsione in concorso nei confronti di alcuni imprenditori della città».

Con riferimento al secondo clan, «anche nel territorio tranese si registrano, in materia di stupefacenti, sinergie criminali tra i gruppi del Gargano e quelli della Bat. Ne sono conferma le motivazioni della sentenza del 10 luglio 2020, emessa nell’ambito dell’operazione “Montagne verdi” (gennaio 2018), che aveva portato all’arresto di due fratelli legati da rapporti di parentela con i Li Bergolis di Monte Sant’Angelo, i quali provvedevano a rifornire i Colangelo con ingenti quantitativi di marijuana».

Più in generale, la relazione riferisce di «altalenanti rapporti di conflittualità e alleanze che contraddistinguono la criminalità organizzata pugliese, intesa quale somma di differenti costellazioni mafiose».

Nella Bat, invece, «la presenza di diversi gruppi criminali, dotati di una singolare autonomia operativa, si coniuga con quella delle limitrofe organizzazioni criminali baresi, foggiane e cerignolane. Nell’area, la complessità delle dinamiche delinquenziali mafiose e della malavita comune risulterebbe ancor più accentuata alla luce delle ripercussioni economiche e sociali indotte dalla crisi sanitaria da Covid-19».