Criminalità nella Bat, il procuratore di Trani: «Provincia depredata dalle mafie e ignorata dall’agenda nazionale»

«Una provincia depredata dalle mafie, eppure quasi irrintracciabile nell’agenda nazionale del contrasto della criminalità». È lucida e spietata l’analisi del Procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti, a poco più di un anno dal suo insediamento a capo dell’ufficio di Palazzo Torres, che avvenne il 31 marzo 2020.

È bastato un anno di più profonda conoscenza del territorio per fornire all’opinione pubblica, tramite una nota trasmessa agli organi di informazione, una disamina molto articolata e circostanziata su un territorio, in larga parte coincidente con il circondario del Tribunale di Trani, caratterizzato da un indice di criminalità molto alto e infiltrazioni mafiose altrettanto ben radicate.

Soprattutto i numeri appaiono spietati, poiché pongono la Bat prima fra 107 province italiane per furti di auto, fra le prime dieci per rapine in abitazione ed estorsioni, terza per omicidi volontari consumati e quarta per tentati omicidi. La Bat primeggia anche, si fa per dire, per furti, riciclaggio reimpiego di denaro, incendi e spaccio di stupefacenti.

Tutto questo porta il procuratore a parlare di «provincia depredata fortemente esposta alla infiltrazione criminale. Eppure – sottolinea in grassetto -, questo territorio nell’agenda nazionale delle emergenze criminali semplicemente non esiste».

Fra le cause, l’assenza perdurante nella Bat di Questura, Comando provinciale dei Carabinieri e della Guardia di Finanza: senza questi organi fondamentali, sono gli omologhi organismi di Bari, «con immane sforzo – sottolinea Nitti – a dover destinare una parte delle loro risorse a questo territorio, destinato tuttavia un giorno a non appartenere loro più».

L’unica voce che può occuparsi esclusivamente della Bat è la Prefettura di Barletta, che Nitti definisce «particolarmente sensibile al contrasto della criminalità».

Ma quello che sembra pervadere la provincia è, purtroppo, un diffuso senso di impunità che nasce da una percezione di debolezza delle istituzioni, «che si manifesta in numerosi episodi di attentati, anche mediante ordigni esplosivi, contro le forze dell’ordine e, in generale, rappresentanti delle istituzioni».

Ciò porta il procuratore a chiedersi testualmente: «Perché un individuo considera plausibile un’iniziativa così clamorosa, che pure dovrebbe esporlo a prevedibili reazioni dello Stato?» La risposta che Nitti si dà è «nella scarsa considerazione della capacità di reazione delle istituzioni, che alimenta un diffuso senso di impunità così che ciascuno di questi episodi, a sua volta, produce un impatto devastante sulla fiducia nelle istituzioni e finisce per incentivare e moltiplicare comportamenti analoghi».

Non manca infine, per la prima volta da quando è a Trani, il commento del procuratore a quello che definisce «vulnus alla autorevolezza dell’autorità giurisdizionale, cagionato dagli scandali che, con eco mediatica nazionale, hanno riguardato una parte della magistratura locale. Questa eco, comprensibilmente, ha indebolito la difficilissima azione della prevalente, restante parte della magistratura, il cui impegno risulta così ancora più difficile, scomodo, in perenne debito di ossigeno, l’ossigeno della credibilità».

Pubblichiamo, separatamente l’intera nota del procuratore, così da scaricarla e leggerla in ogni suo articolato passaggio.

(foto tratta da Avvenire)