Covid o non covid, è l’amore che ci muove: Trani, emozioni e applausi a scena aperta per l’apertura del Giullare

Cosa c’è di più bello se non emozionare attraverso il racconto dell’amore? Marco Colonna e la compagnia Il giullare hanno messo in scena l’operazione più semplice possibile per riempire di profondo significato la serata inaugurale del Giullare 2021, 13ma edizione del Festival contro tutte le barriere.

«L’amore ai tempi del co’», messo in scena dagli ospiti della casa per la vita e centro diurno del centro Jobel, scritto e diretto da Colonna ispirandosi a «L’amore ai tempi del colera» di Gabriel Garcìa Marquez, ha descritto con straordinaria semplicità e profondità allo stesso tempo quel sentimento che accompagna l’uomo dalla sua nascita.

Storia di un amore che sboccia ma viene negato per la diversità di lui. E lei è costretta a sposare un uomo che non ama, ma che comunque assiste fino all’improvvisa morte per covid.

E poi l’incontro casuale dei due innamorati di sempre e l’abbraccio finale, fra veli che prima coprono e poi cadono, simbologie che si rincorrono, narrazioni coinvolgenti, musiche che catturano e, soprattutto, l’immancabile monologo di Alex Falconeri, autentica voce in scena dell’autore, insostituibile simbolo di chi si rifiuta di essere indicato come diverso: «Ma diverso da chi?», si chiede più volte riaffermando il diritto di amare ed essere amato.

Applausi a scena aperta a fine spettacolo, in una serata che ha degnamente aperto una tredicesima edizione del Giullare che sarà ricca di eventi in numerosi luoghi della città: mercoledì prossimo si va alla Lega navale; giovedì al castello, che riapre le porte al teatro dopo tanto tempo.

E poi la riaffermazione di quella scelta forte dell’amministrazione comunale: non più il sostegno dell’Assessorato ai servizi sociali, ma di quello alle culture, perché Giullare è spettacolo, arte e quindi cultura, e come tale va classificato. Altrimenti la discriminazione sarebbe rimasta anche da parte di chi deve adoperarsi per primo per rimuoverla.