Cossuttiani, una ciambella senza il buco

Pur essendo risultato il partito meno suffragato nella coalizione di centrosinistra a sostegno di Carlo Avantario, il partito dei Comunisti Italiani sente di aver dato un valido apporto per l’elezione del nuovo sindaco della Città. Sicuramente pagando i "peccati di gioventù" di una compagine di recente costituzione, i cossuttiani tranesi si ritrovano adesso in maggioranza, ma senza rappresentanti (salvo cambiamenti dell’ultim’ora) in consiglio comunale. Gino Piazzolla, segretario politico del partito, consigliere comunale uscente e non riconfermato (alla pari con Salvatore Zingarelli), accetta il risultato senza far drammi. "Noi ci sentiamo parzialmente soddisfatti del risultato ottenuto. Infatti, siamo fuori del Consiglio Comunale solo per una manciata di voti, quindi vuol dire che in ogni caso siamo riusciti a ritagliarci uno spazio di tutto rispetto nel giro di pochissimi mesi. Mi piace ricordare che, soprattutto, nell’ultimo periodo, siamo stati proprio noi i tessitori di un dialogo che ha portato tutti i partiti del centrosinistra a riconoscersi nel programma di Carlo Avantario. In questo senso il nostro ruolo non verrà mai meno, ma è destinato a rafforzarsi". Complessivamente, però, la sinistra progressista non sembra aver reso secondo le attese. "I due aspetti vanno scissi, e qui devo rifarmi alla scelta di Bertinotti di rompere l’esperienza di governo dell’Ulivo di Romano Prodi. I fatti, anche a Trani, hanno dimostrato che noi avevamo visto giusto nel garantire il sostegno al centrosinistra, conquistandoci una nicchia di voti "nuovi", benchè piccola. Penso invece che il calo di Rifondazione sia stato prettamente politico, ed è per questo che a mio parere l’analisi del comportamento dei due partiti comunisti va disgiunta". Forse gli elettori tranesi hanno anche fatto confusione tra due simboli troppo simili… "Purtroppo è un problema che non potevamo risolvere a livello locale. Alla falce e martello con stella penso che nessuno voglia rinunciare, ma bisognerà trovare la maniera per differenziarli il più possibile". Sostanzialmente il consenso che ha premiato Carlo Avantario è ideologico, oppure pone le radici nella voglia di cambiamento che ha animato l’elettorato? "C’è stato poco d’ideologico. È stato un voto che ha manifestato a chiare lettere la necessità di un cambiamento radicale nell’Amministrazione. La coalizione è risultata vincente sia per la scelta di un candidato umile e modesto, ma non per questo poco deciso, sia per l’oculatezza e serietà con cui la campagna elettorale è stata condotta: si è puntato più ai programmi che alle risse…". Quali le prime mosse da fare per esplicitare questa volontà di cambiamento? "Pubblicare ed attuare il programma dei primi cento giorni, quindi esigere che la Giunta interpreti subito i bisogni impellenti della gente, cercando di mettere in pratica quello che in questi mesi ci siamo sforzati di sottoscrivere nel programma elettorale".

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