Coronavirus, a Trani e provincia la ristorazione si veste da Cenerentola: con tavoli si chiude alle 24, senza alle 21. Bottaro: «Meno peggio che un lockdown»

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Trani è la città capoluogo di provincia con meno casi attualmente positivi, vale a dire 33, cui però vanno sommati ben 22 guariti, 11 dei quali nelle ultime ore. E così il totale dei casi della seconda fase è 55, che si sommano ai 30 della prima e fanno 85.

Ciononostante l’allarme covid è ormai esteso a tutta la provincia e, proprio per questo, ieri il prefetto Maurizio Valiante ha riunito tutti i sindaci e si sono adottate misure comuni. Lo ha fatto sapere il primo cittadino di Trani, Amedeo Bottaro, soprattutto con riferimento alla stretta sugli orari di chiusura delle attività di ristorazione.

Quelle che possono ospitare clienti a tavola dovranno chiudere alle 24, quelle che non hanno sale per la consumazione dovranno farlo alle 21 ed anche per l’asporto non si potrà consumare nel locale o nelle sue adiacenze.

Per gli H24 l’orario di chiusura è alle 20, a meno che il gestore non assicuri per un’altra ora l’erogazione in sua presenza degli articoli.

«Sono misure drastiche – ammette Bottaro -, ma le uniche che potevamo attuare per evitare un nuovo lockdown. In altre regioni si stanno adottando provvedimenti ancora più restrittivi e noi non vogliamo arrivare a questo, ma serve come sempre la collaborazione dei cittadini. Se così non sarà, saremo ferrei nei controlli e non tollereremo deroghe di alcun tipo».

Il riferimento è anche agli studenti «che – riferisce Bottaro -, quando escono da scuola, hanno la tendenza a levarsi la mascherina, comportamento del tutto sbagliato».

Sempre a proposito di studenti, anche Bottaro ammette che «c’è un problema di sovraffollamento sui bus delle tratte per Andria e Barletta» e conferma che «si è nell’attesa dei fondi regionali per l’istituzione di corse aggiuntive in convenzione con privati», esattamente come dichiarato ieri dal presidente di Stp, Francesco Paolo Fortunato.