Consiglio comunale di Trani, approvato il rendiconto 2019: il disavanzo scende di 4 milioni rispetto all’anno precedente

Il consiglio comunale ha approvato con 19 voti favorevoli il rendiconto 2019. Si chiude con un disavanzo di 5.678. 031,63 euro, che sarà pure un segno «meno» ma è anche in netto miglioramento rispetto al dato del rendiconto 2018, che si era chiuso con un disavanzo di 9.751.842 euro.

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In particolare il 2019 si è caratterizzato per un risultato di amministrazione di poco inferiore ai 30 milioni di euro, cui però vanno sottratte la parte accantonata per il pagamento dei vecchi debiti, che è di poco più di 25 milioni, e la parte vincolata, di poco oltre i 9 milioni, sempre a seguito di quanto determinato nell’ormai lontano 2016, per effetto delle prescrizioni della Corte dei conti quando, l’anno precedente, il Comune di Trani era stato sull’orlo del dissesto finanziario: nasce così il disavanzo 2019.

Secondo quanto si legge nella relazione, «in linea generale si può affermare che un risultato positivo (avanzo di amministrazione) costituisca un indice positivo per la gestione ed evidenzia, al termine dell’esercizio, la capacità dell’ente di coprire le spese correnti e quelle d’investimento con un adeguato flusso di entrate. Al contrario, un risultato negativo (disavanzo di amministrazione) indica una scarsa capacità di previsione nell’andamento delle entrate che inevitabilmente conduce, al termine dell’esercizio, ad un valore complessivo delle spese che non trova integralmente copertura da parte delle entrate».

Ma è anche vero che, se apparentemente potrebbe apparire sufficiente conseguire adeguati livelli di avanzo finanziario, «in realtà non sempre un risultato complessivo positivo è segnale di buona amministrazione – evidenzia l’esecutivo – come, allo stesso modo, non sempre un risultato negativo misura un’incapacità gestionale da parte della Giunta. Il risultato di amministrazione deve comunque assumere un valore tale da coprire le quote accantonate, vincolate e destinate: se così non fosse, la situazione finanziaria dell’ente dimostrerebbe un disavanzo sostanziale pur in presenza di un risultato di amministrazione positivo».

Vediamo allora, più nel dettaglio, le due voci che determinano il disavanzo della gestione, sottraendole dall’avanzo di amministrazione.

La parte accantonata è costituita dalle seguenti componenti: accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità; accantonamento al fondo anticipazioni liquidità e successivi rifinanziamenti; ulteriori accantonamenti per passività potenziali, fondi spese e rischi (quali ad esempio quelli relativi alla copertura di perdite delle partecipate, dei rischi di soccombenza nei contenziosi legali in corso, al trattamento di fine mandato del sindaco, degli oneri per futuri aumenti contrattuali).

La parte vincolata, a sua volta, è costituita come segue: entrate per le quali leggi e principi contabili individuano un vincolo di specifica destinazione alla spesa; trasferimenti, erogati da soggetti terzi a favore dell’ente, per una specifica finalità di utilizzo; mutui ed altri finanziamenti contratti per la realizzazione di investimenti determinati; entrate straordinarie, non aventi natura ricorrente, per le quali l’amministrazione ha formalmente attribuito una specifica destinazione.

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