Concessione della rete del gas Metano, i dubbi del movimento ambientalista tranese

Correva l’anno 1980, quando il Comune di Trani, in virtù di convenzione sottoscritta il 29.10.’80 e succ.int. del 25.2.’84, affidava la concessione dell’appalto per la costruzione rete cittadina nonché l’esercizio pubblico servizio di distribuzione di gas naturale (metano), alla s.r.l. Italcogim, di Milano, successivamente trasformatasi in “2 i Rete Gas”. L’art.2 del Disciplinare allegato, così recita: “La concessione avrà la durata di anni 25, con decorrenza dalla data di inizio dell’erogazione del gas”; mentre all’art.3, si legge: “Alla scadenza della concessione il Comune avrà diritto di acquisire, in piena proprietà e senza alcun corrispettivo, la
rete indicata nel progetto allegato. Tutte le successive opere verranno riscattate a prezzo di stima”.

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Pertanto, la scadenza della concessione era fissata al 27.9.2009, prorogata al 21.6.’12, in virtù della L. 51/2006. Tale metanizzazione del territorio di Trani avveniva con il concorso dei contributi pubblici di cui all’art.11 L. 784/’80. Successivamente, il Comune di Trani avrebbe dovuto indire bando di gara per l’affidamento della concessione per la distribuzione del gas, previa stima del Valore Industriale Residuo (VIR), spettante al gestore uscente, in relazione agli impianti di sua proprietà soggetti a devoluzione onerosa, ai sensi dell’art.3 del Disciplinare allegato al contratto di concessione. Tale VIR veniva quantificato dalla Società in €.10.000.00, circa, stima che il Comune di Trani avrebbe dovuto confermare o meno a seguito di perizia.

Sta di fatto, che con delibera di G.C. N°26, del 18.3.’2010, l’Amm.ne dell’epoca, ritenendo che la prosecuzione della gestione dovesse avvenire ai sensi dell’art.23, co.4, L.51/2006, richiedeva al gestore la corresponsione di un canone pari al 10% del Valore del Ricavo di Distribuzione (VRD) di località. Nel frattempo, interventi legislativi stabilivano che l’attività di distribuzione del gas, in quanto “servizio pubblico”, dovesse essere affidata esclusivamente mediante gara, per una durata di anni 12, da parte degli “Ambiti Territoriali Minimi (ATEM)”, inibendo ai Comuni di procedere alla effettuazione di gare su basi territoriali.

Per tale disposizione il Comune di Trani entrava a far parte dell’ATEM “Barletta-Andria-Trani”, con capofila il Comune di Andria, essendo quello più popoloso, il quale avrebbe dovuto, nel ruolo di “Stazione appaltante”, indire gara per la concessione della distribuzione del gas. Tanto sopra, il Movimento “Ambientalista Tranese”,

C H I E D E all’attuale Amministrazione:

1) il Comune di Trani ha acquisito il diritto di proprietà della rete?
2) L’attuale gestore corrisponde il relativo canone?
3) lo stesso viene aggiornato in base ai ricavi di località ed in quale capitolo di bilancio viene “accertato”?
4) considerata la convenienza per le Amm.ni comunali interessate, per i vantaggi che ad esse ne deriveranno a valle del procedimento per la nuova concessione, la gara d’Ambito è stata indetta dal Comune di Andria?
5) In caso affermativo, gli attuali gestori hanno provveduto ad anticipare le somme dovute per gli oneri di gara, giusti criteri
dettati dalla norma c.d. “Destinazione Italia”, pari al 90%, da versarsi diciotto (18) mesi prima del termine di scadenza della
pubblicazione del bando di gara ed il saldo entro gg.15 dalla pubblicazione del bando stesso? (Ricordiamo a noi stessi, che il
Consorzio Concessioni Reti, con nota dell’11.4.’16, quantificava ed attestava che la complessiva somma ammontava ad €.737.856, così ripartita: a carico della A) 2i Rete gas €.124.150,88, B) Britigas srl €.28.865,52, C) Italgas s.p.a. €.584.839,60).
La Cittadinanza aspetta risposta!

Franco Laurora, MOVIMENTO POLITICO AMBIENTALISTA TRANESE

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