Con l’Oasi 2 riscoperto Nino Rota

Una piacevole serata all’insegna della musica di Nino Rota, promossa dalla Comunità Oasi 2 San Francesco, si è tenuta martedì 20 aprile presso il Teatro Impero. Con questo concerto, l’Oasi 2 ha inteso promuovere una raccolta di fondi per la costruzione di "Ceiba", una "piccola comunità di pronta accoglienza" destinata ad accogliere bambini vittime di violenze o maltrattamenti. L’Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari, sotto la guida di Michele Cellaro, ha eseguito un bel programma comprendente, oltre le celebri colonne sonore composte da Nino Rota per i films "Il Gattopardo", "La Strada", "Il Padrino", "Amarcord" ecc., anche un’opera di raro ascolto, il bel "Divertimento concertante per Contrabbasso e Orchestra" composto nel 1969 dedicato al grande contrabbassista italiano Franco Petracchi. Alle prese con questo brano irto di numerose difficoltà manuali era il bravo Leonardo Presicci, strumentista di grande abilità tecnica e di notevole temperamento musicale. Qualche brevissima considerazione si impone nei confronti di Nino Rota, musicista nato a Milano nel 1911, dal 1950 al 1977 direttore del Conservatorio "N. Piccini" di Bari. Diversamente da molti altri compositori contemporanei, egli scrisse musiche di immediata comprensione, completamente tonali nel linguaggio melodico e armonico e caratterizzate dalla totale assenza d’ogni avanguardismo di sorta. In tutte la sua abbondante produzione musicale è presente con insistenza un assioma, quasi un comandamento: è impossibile intendere la musica separata dal concetto della piacevolezza. Sarebbe troppo facile osservare che questo postulato si pone in antitesi alla "modernità" delle musiche nate nel periodo "post-weberniano", e che Rota è un sommo solitario la cui personale visione della musica si rifà al passato, poichè egli è questo, ma contemporaneamente è anche un esponente dello spirito moderno: totale la sua conoscenza della musica del Novecento e il suo alto magistero compositivo lo pone accanto ai "moderni dell’antichità", da Bach a Mozart all’amato Stravinskij. Difficile, per lui essere moderno fino in fondo, poichè il suo cosmo musicale variegato e ibridato non è storicismo filologico: tutto è destoricizzato. Si ascoltino le Danze dal "Gattopardo" di Luchino Visconti, ossia mazurka, controdanza, polka, quadriglia, galop e valzer del commiato: brani ottocenteschi nel tono e nella sostanza, che potrebbero benissimo essere eseguiti nel concerto di Capodanno al MusikvereinSaal di Vienna accanto ai ben più blasonati valzers e polche di Johann Strauss jr. eppure quei brani recano in maniera inconfondibile l’impronta musicale rotiana. La continuità e la forza dell’ispirazione musicale di Nino Rota sono testimoniate da una attenzione sempre crescente da parte di musicisti, esecutori e addetti ai lavori; segno, questo, che dimostra come la sterile e riduttiva immagine di Rota compositore di colonne sonore e basta sia definitivamente tramontata: egli fu un grande e geniale musicista in tutti i sensi e l’intero corpus dei suoi lavori, ricco di gemme musicali tutte ancora da scoprire, lo dimostra al di là di ogni dubbio.

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