Comune di Trani salva gatto spendendo 3.000 euro, Cinquepalmi: «Ma alla gente si dice che non ci sono soldi». L’amministrazione attende relazione

0
pubblicità

«Il Comune di Trani promuove il rispetto degli animali e la loro protezione e tutela, condannando ogni tipo di maltrattamento, compreso l’abbandono».

in questo passaggio, contenuto nel Regolamento per la tutela degli animali, approvato dal consiglio comunale lo scorso 27 maggio 2020, si inquadra in linea di massima il motivo per il quale un randagio in pericolo di vita «debba» essere salvato dal Comune, poiché si tratta di un essere vivente che merita la stessa tutela delle persone.

Ciononostante, nella politica locale è divampata la polemica a seguito della determinazione con cui il dirigente dell’Area urbanistica, Francesco Gianferrini, ha impegnato una spesa di 3.135,89 euro, Iva compresa, in favore dello studio associato veterinario Konrad, di Donato Salomone e Luigi Stella, per avere salvato la vita ad un gatto ferito visitato e ricoverato presso quella sede.

Le prestazioni specificatamente eseguite sull’animale, non meglio indicate nella determinazione dirigenziale, ammontano a quella cifra che, a detta del consigliere comunale di minoranza, Maria Grazia Cinquepalmi, sarebbe del tutto ingiustificata: «Se il compianto Sepùlveda avesse saputo dell’amore della nostra città nei confronti dei piccoli felini – è il suo commento sarcastico -, avrebbe sicuramente ambientato il suo racconto più famoso, "La gabbianella e il gatto", nella città di Trani.  Un amore che non si arresta manco ai tempi del Covid 19, in cui tanti comuni si affannano per cercare risorse da destinare ai più bisognosi, ai cosiddetti ultimi, ed in cui sempre più persone si sentono dire da chi amministra che "non ci sono soldi"».

A turbare la consigliera «non è la somma di 3mila euro per un gattino ferito – chiarisce Cinquepalmi – che, vista la spesa, avrà ricevuto sicuramente le migliori cure (visite specialistiche, tac, pet, risonanza magnetica) che qualcuno avrà sicuramente verificato, quanto piuttosto che il gatto soccorso sia proprio quello della favola di Sepùlveda».

Provvedimento emanato dal dirigente, ma Cinquepalmi punta il dito sull’amministrazione comunale, che ai dirigenti esprime gli indirizzi da attuare.  

Ed allora il sindaco, Amedeo Bottaro, e l’assessore al ramo, Michele di Gregorio, per il momento non replicano poiché, a quanto si apprende, attendono dagli uffici il dettaglio completo dell’intervento eseguito.

Una specifica che sarebbe stato più opportuno indicare in allegato alla determinazione stessa, così come in tutte le altre occasioni in cui vi sono stati impegni di spesa per soccorsi agli animali che, a differenza di questo, non hanno fatto notizia.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui