«Chiavi della città», l’ex segretario generale del Comune di Trani: «Ho solo verbalizzato e mi ritrovo imputato»

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Ha reso dichiarazioni spontanee nel corso dell’udienza preliminare di ieri, per dichiarare la propria estraneità ai fatti contestati. Si tratta dell’ex segretario generale del Comune di Trani, Carlo Casalino, imputato con altri nel procedimento «Chiavi della città», che ipotizza intrecci penalmente rilevanti fra calcio e politica per farti risalenti ad un periodo compreso fra 2017 e 2018.

Uno dei capi di imputazione vede al centro una delibera della giunta, per l’affidamento in concessione dello stadio comunale, «della quale sono stato semplicemente il segretario verbalizzante – ha chiarito Il funzionario in aula – senza entrare minimamente nel merito dei contenuti di quel provvedimento».

Il suo legale ha ovviamente chiesto il proscioglimento dell’assistito, così come i difensori di tutti gli altri imputati, a partire da quello sottoposto più degli altri alle misure cautelari all’esito dell’indagine, vale a dire l’ex presidente del Bari calcio, Cosmo Giancaspro.

Sempre sul caso stadio il difensore del sindaco Amedeo Bottaro, Mario Malcangi, ha richiamato le quattro memorie difensive depositate fino alla richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli imputati, fondando il suo intervento soprattutto sull’equivoco interpretativo nato, a suo dire, «dall’avere confuso un semplice e congruo rimborso spese rilasciato dal Comune in favore della società Vigor Trani e quella che invece la pubblica accusa inquadra come una munifica elargizione in cambio di servizi mai effettuati e che, invece, ci sono sempre stati».

Con altrettanta dovizia di particolari si è espresso Salvatore Pasquadibisceglie, legale del comandante della Polizia locale Leonardo Cuocci Martorano (unico degli imputati presente in aula insieme con l’ex segretario generale), per rilanciare lo stesso equivoco interpretativo sorto in merito alla delibera di giunta oggetto di imputazione ed alla conseguente determina dirigenziale firmata dal suo assistito.

Non da ultimo l’avvocato Amleto Carobello, difensore di Alberto Altieri, ha puntato a smontare le accuse contro l’ex vice presidente di quel Trani, partendo dal presupposto che nel suo caso è già venuta meno l’ipotesi di associazione per delinquere e, dunque, non si intravedrebbe alcun profilo penale a carico di un imputato slegato da un presunto sodalizio.

Qui i fatti che hanno condotto all richiesta di rinvio a giudizio degli imputati del procedimento.