«Chiavi della città», il Pm appella la sentenza del Gup di Trani: riaperta la «partita» sull’abuso d’ufficio

Il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Francesco Aiello, ha proposto appello avverso la sentenza di non luogo a procedere rilasciata il 9 aprile 2021 dal Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Trani, Ivan Barlafante, nell’ambito del procedimento «Chiavi della città».

In quel pronunciamento il Gup aveva dichiarato il non luogo a procedere, rispetto al reato di abuso d’ufficio, nei confronti del sindaco, Amedeo Bottaro, dell’ex presidente del Trani calcio, Michele Amato, del suo vice, Alberto Altieri, dell’altro consigliere del club, Michele Bellomo, del dirigente del Settore sport dell’epoca, Leonardo Cuocci Martorano, del funzionario di quell’ufficio, Pasquale Ferrante, e dell’ex consigliere comunale, Diego Di Tondo.

La sentenza è stata resa in relazione a quello, ma anche ad altri capi di imputazione come il falso e peculato, per i quali Bottaro, Amato e Altieri sono stati rinviati a giudizio. Lo stesso dicasi per l’ex presidente del Bari calcio, Cosmo Giancaspro, e l’imprenditore Emanuele Mosconi, nei confronti dei quali le accuse sono di associazione per delinquere, reati fallimentari, riciclaggio e autoriciclaggio.

Fra i motivi dell’appello, il fatto che, «una volta che il Gup ha ritenuto meritevole di approfondimento dibattimentale il fatto che la delibera di giunta comunale del 2017 per la concessione dello stadio fosse affetta da falsità ideologica e fosse stata utilizzata da Bottaro, Altieri, Amato e Bellomo per appropriarsi del denaro comunale, è da ritenere contraddittoria la statuizione del medesimo circa la legittimità della delibera in relazione a tutti i capi di imputazione oggetto di impugnazione». Ed ancora, «il Gup non ha effettuato una mera valutazione processuale – sostiene il Pm -, ma ha anticipato un giudizio di merito sulla colpevolezza o innocenza degli imputati».

L’appello del pubblico ministero sarà discusso in data da definirsi in Corte d’appello. In teoria ciò potrebbe accadere anche dopo l’inizio del processo a Trani sugli altri capi d’accusa, la cui prima udienza si terrà il prossimo 27 ottobre. Qualora la Corte d’appello accolga la richiesta del Pm, si andrebbe a processo anche per l’abuso d’ufficio e quel capo di imputazione potrebbe essere unificato con il processo in corso, ovvero diventare base di un giudizio parallelo.