Cattedrale di Trani, la scritta sarà presto rimossa. Ecco cosa succede intorno

La cattedrale di Trani è tornata sotto i riflettori della stupidità con nuove scritte suoi storici muri: per fortuna questa volta il danno sembra riparabile in poco tempo e con minimo sforzo, ma quello di immagine resta tutto, insieme con la sensazione di una sostanziale arrendevolezza del patrimonio storico più importante della città di fronte a vandali e stupidi.

L’altra sera ignoti hanno rilasciato con un pennarello, su una parete del versante orientale del Duomo, una scritta consistente in due lettere inframmezzate da un segno «più»: sembrano le iniziali dei nomi di battesimo di una coppia che si sarebbe promessa eterno amore, ma su un eterno muro, in maniera assolutamente vietata oltre che improvvida.

Per fortuna non è stato utilizzato lo spray e dunque la scritta si dovrebbe poter rimuovere davvero In brevissimo tempo, ma resta la gravità di un gesto che va ben oltre la stupidità.

Ad essere imbrattata, peraltro, è stata l’ultima parte della cattedrale cronologicamente uscita da un lungo e pregevole restauro, vale a dire proprio quella appena al di sotto del campanile, per lungo tempo transennata a causa della caduta di calcinacci: una volta terminato completamente il restauro della torre campanaria, si era provveduto anche a sistemare e ripulire tutta la parte ai suoi piedi, restituendo la possibilità di passeggiare per l’intero perimetro del tempio ed uno splendore che, almeno per il momento, quella scritta ha parzialmente compromesso.

Tutto intorno, per fortuna la situazione appare ancora sotto controllo. Lungo la parete occidentale prospiciente il mare sono davvero poche le chiazze di urina rilasciate dai soliti imbecilli, decisamente molto meno che nel passato. Risparmiata anche la zona absidale.

Non ci sono scritte neanche nell’area intorno al portale, mentre ai margini della cattedrale c’è qualche problema legato alla presenza di erbacce, sia lungo il parapetto sul mare, sia all’interno dell’aiuola nei pressi della zona absidale ed anche in alcune fessurazioni della pavimentazione.

In piazza Duomo, inoltre, ben cinque pali in ghisa non sono in posizione e soltanto una parte di questi si trova per terra, mentre altri sembrano scomparsi. In piazza Addazi, come sempre, ci sono delle vetture parcheggiate e questo non depone a favore dell’immagine di un’area che dovrebbe essere totalmente pedonale.

L’episodio più grave nel recente passato, con riferimento a scritte sulla cattedrale, avvenne la notte di San Valentino del 2019: in quel caso fu utilizzato lo spray e si dovette attendere almeno un mese per vedere quella brutta macchia rimossa dopo un’autentica gara di solidarietà fra operatori economici che si erano proposti per farlo gratuitamente.

Fra gli atti vandalici più gravi che si ricordino, il danneggiamento di uno dei due leoni stilofori del portale, avvenuto il 18 luglio 2006 a seguito di un’azione di cui non si accertarono mai le responsabilità.

Anche la Sinagoga Scolanova più volte era stata oggetto di scritte e degrado, ma il problema si è risolto quando la comunità ebraica ha chiesto e ottenuto dalla Soprintendenza l’istallazione di un cancelletto per inibire l’utilizzo della scalinata quando il tempio è chiuso.