Caso Sly, un sarcastico Bottaro la chiama «la nuova società di Corato». E chiarisce: «Abbiamo solo chiesto il rispetto delle regole, adesso chiedano almeno scusa a Trani»

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Nelle vicende calcistiche non siamo fortunati. Ho atteso pazientemente che qualcuno mi spiegasse questo teatrino a danno del popolo tranese, cui nessuno deve mettere i piedi in testa.

Con la nuova società di Corato (infatti nei gironi scorsi si era formalmente chiusa l’operazione di trasferimento della Sly united da Bari attraverso la fusione con la San Gerardo, di Corato, formando la United Sly con sede legale a Corato e sede di gioco a Trani, ndr) abbiamo cercato di tessere buoni rapporti spiegando fin da subito però i paletti delle normative comunali.

Le interlocuzioni si sono protratte fino a pochi giorni fa e senza intoppi di sorta. Evidentemente da una parte del campo la mano destra non è al corrente dei movimenti della mano sinistra.

Nella mia vita mi hanno Insegnato alcune cose: se si sbaglia si chiede scusa e se ci sono delle regole vanno rispettate. Venendo meno la prima saremo oltremodo inflessibili sulla seconda.

Ai tifosi ed alla città dico che il sindaco non farà passare sotto silenzio quanto accaduto e che gli investimenti nella riqualificazione dello stadio (concepiti dalla mia amministrazione prima dell’avvento dei forestieri) andranno avanti comunque.

Perché siamo il Trani e la nostra storia insegna che sappiamo rialzarci sempre con le nostre mani.

Amedeo Bottaro (sindaco)

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