Caso Lampare: sindaco di Trani ed altri tre a giudizio, cinque assolti con l’abbreviato

Concorso abuso d’ufficio e falso ideologico: dovranno risponderne a vario titolo nel processo, fissato a partire dal prossimo 8 maggio, il sindaco, Amedeo Bottaro, il responsabile dell’avvocatura comunale, Michele Capurso, l’ex dirigente del settore patrimonio, Giovanni Didonna ed il rappresentante legale della società Lampare Sas, Antonio del Curatolo.
Oggetto del rinvio a giudizio la delibera di giunta, approvata il 6 settembre 2016, con cui si stabiliva di attivare il recupero dei crediti vantati presso la società Le lampare, da parte del Comune, per canoni non pagati relativamente alla locazione del bene.
La somma da pagare veniva fissata in 191.000 euro, comprensivi degli interessi legali, ma escludendo dal debito della società concessionaria 60.000 euro, mediante compensazione con i canoni di concessione dovuti, poiché a tanto ammontava l’importo dei lavori di demolizione e ricostruzione del solaio in latero-cemento, eseguiti dalla società sull’immobile di proprietà del Comune. E sono proprio quei 60.000 euro la somma intorno alla quale ruota quasi interamente l’indagine.
Assolti all’esito del rito abbreviato, dalle analoghe accuse di concorso in abuso d’ufficio e falso ideologico, gli ex assessori dell’epoca Debora Ciliento e Grazia Distaso (difese agli avvocati Domenico e Fabrizio Di Terlizzi), Raffaella Bologna, Giovanni Capone e Luca Lignola (difesi dall’avvocato Antonio Florio). Quest’ultimo è anche il legale dell’ingegner Didonna, mentre sindaco e avvocato comunale sono difesi da Bepi Maralfa e del Curatolo da Pina Chiarello.

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