Caso Lampara, Ferri (Fdi): «Intervenire subito per rilanciare locale, economia e casse comunali»

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«Tra le tante attività della politica c’è una che riveste una particolare valenza, ed è la valorizzazione dei beni della propria comunità, specie quelli storici che negli anni hanno rappresentato un periodo felice, caratteristico ed indimenticabile. La discoteca La Lampara è assolutamente uno di questi».

Così Andrea Ferri, capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, dopo le ultime disavventure dello storico locale di Colonna, ormai ridotto ad un rudere, anzi «ad una vera e propria discarica a cielo aperto a causa di scelte politiche lente e macchinose che hanno portato alla chiusura del locale».

Anche Ferri richiama le famose due «piste». La prima era «fare continuare la gestione a cura della Cooperativa lavoratori La Lampara, nata dalle ceneri della precedente società affidataria che, sull’orlo del fallimento, non riusciva a pagare i fitti al comune da oltre cinque anni. Nel 2013 i suoi dipendenti, per salvare il posto di lavoro, crearono la cooperativa ed iniziarono a pagare gran parte della situazione debitoria ereditata, oltre il regolare canone».

La seconda strada era «un bando pubblico per concedere questa struttura alla società più meritevole, con i giusti requisiti, che potesse continuare la valorizzazione del bene. Nel luglio 2018 vinse questa ipotesi e la cooperativa fu quindi obbligata a portare via tutti i beni di proprietà dalla struttura, chiudere il locale e non poterlo più custodire».

Tuttavia, come è noto, il bando non fu aggiudicato ad alcuno e la struttura, lasciata alla mercé del tempo, dei ladri e dei vandali è stata trasformata in un vero e proprio rudere.

« Ma anche il danno economico è ingente – ricorda Ferri -: non solo il comune non ha recuperato l’intera somma debitoria del vecchio gestore, che la cooperativa stava pagando, non solo per ben due anni la struttura non ha fruttato alcun euro alle casse comunali, ma soprattutto il valore del bene stesso è crollato con il suo tetto, e non solo. Anche se viviamo un momento storico particolare – ammette il consigliere di minoranza -, dobbiamo avere la forza di guardare al futuro facendo tesoro delle scelte fatte nel passato e trovare una soluzione al più presto per riportare un locale così rappresentativo della nostra città ai fasti che merita, per essere un polo attrattivo per tutta la Puglia ed un’azienda che offra posti di lavoro ed una sana rendita mensile alle casse comunali».