Caso chef Casale, opposizione e sit-in della famiglia: Gip deciderà entro fine mese

Si è riservato di decidere il Gip del Tribunale di Trani in merito all’ultima opposizione prodotta dalla famiglia Casale contro la richiesta di archiviazione delle posizioni degli indagati nei procedimento penale riguardante le cause della morte dello chef Raffaele Casale, avvenuta il 16 agosto 2017 su via Martiri di Palermo, cadendo fatalmente dalla sua motocicletta.

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Ieri in camera di consiglio nuova udienza, nella quale i legali della famiglia del giovane professionista, costituita parte civile nel procedimento, hanno prodotto nuova documentazione dalla quale si evincerebbe, a detta degli opponenti, un più che evidente concorso di cause esterne alla supposta imperizia del motociclista all’origine della caduta e morte sul colpo di quella notte.

In particolare il papà di Raffaele, Felice, ha prodotto foto riguardanti la presunta avvenuta pulizia della strada dagli aghi di pino durante i rilievi della Polizia di Stato quando ancora la salma era sulla scena dell’incidente, e provato anche a dimostrare la presunta assenza di foto della stessa Polizia nel fascicolo a disposizione del Gip.

Anche ieri ancora il Pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione del procedimento, mentre nel frattempo si avvicina anche la data limite della prescrizione che potrebbe fare cadere alcune delle accuse più importanti a carico dei cinque indagati (una donna e quattro fra dirigenti comunali ex ed attuali, nonché un ex amministratore di Amiu).

In ogni caso il Gip dovrà decidere entro il 31 luglio, data in cui l’attività degli uffici giudiziari di Trani si fermerà per la rituale pausa estiva.

Intanto ieri mattina, all’ombra dei grossi veicoli già giunti in piazza Duomo per l’allestimento del palco dei Take That, la famiglia Casale ha inscenato l’ennesimo sit-in di sensibilizzazione facendo esporre striscioni a familiari ed amici, compresi alcuni ragazzi desiderosi, alla pari di papà Felice, di un pronunciamento dell’autorità giudiziaria il più possibile vicino ad una verità che, per la famiglia Casale, sarebbe ben lontana dall’affermazione delle asserite responsabilità del loro giovane e sfortunato congiunto.

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