Caso chef Casale, dopo incidente probatorio Pm vuole archiviare ma famiglia si oppone

Il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Roberta Moramarco, ha chiesto al Gip, Lucia Anna Altamura, l’archiviazione della posizione dei cinque indagati (nei cui confronti si ipotizzava il concorso in omicidio stradale) nel procedimento relativo all’accertamento della cause della morte del 26enne chef Raffaele Casale, avvenuta il 16 agosto 2017 cadendo dalla sua moto in via Martiri di Palermo.

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A tanto si è giunti all’esito dell’incidente probatorio: chiusa lo stesso ha chiesto l’archiviazione ma la famiglia Casale, parte offesa, ha già fatto sapere che la opporrà entro i venti giorni previsti ed il Gip deciderà se prolungare le indagini preliminari o chiudere definitivamente il procedimento.

Proprio l’incidente probatorio aveva reso necessario estendere il numero delle persone indagate da una a cinque. A tale quadro si era giunti dopo che Il Gip, rigettando la prima richiesta di archiviazione formulata dal Pm, il 12 aprile 2023 aveva disposto altri sei mesi di indagini ed allora il Pm aveva chiesto ed ottenuto l’incidente probatorio.

Dalla richiesta di archiviazione post incidente probatorio si dedurrebbe che la caduta del centauro sia avvenuta per sua presunta imperizia, ma suo padre ancora non la pensa così: nella perizia, secondo quanto fa sapere, non si sarebbe tenuto conto di alcune fonoregistrazioni e foto da cui si evincerebbero responsabilità di Amiu alla presunta, mancata pulizia della sede stradale dagli aghi di pino, circostanza che avrebbe concorso più di tutte alla fatale caduta della vittima.

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