Aziende partecipate, la nota dei partiti di destra

Di seguito la nota, protocollata ieri mattina, a firma dei Gruppi Consiliari e delle Segreterie politiche di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Palumbo Sindaco di Trani sulle aziende partecipate.

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In relazione alla attività delle aziende partecipate e al rapporto con l’ente proprietario Comune di Trani, assistiamo da anni ad una serie di iniziative e decisioni che definire estemporanee è dire poco, non essendo conosciute e condivise dalla classe politica, prive di una motivata visione d’insieme tipica dei piani industriali e strategici. Ricordiamo a noi stessi che la dinamica dei rapporti istituzionali e degli indirizzi strategici fra il socio Comune di Trani e le aziende partecipate non è appannaggio della volontà di un singolo, anche se questi dovesse essere il Sindaco in carica, ma deriva da una puntuale regolamentazione, introdotta e adottata con la Deliberazione di Consiglio Comunale n.52 dell’11/10/2013, avente per oggetto “Regolamento per il controllo sulle società non quotate partecipate dal Comune di Trani”. Tale regolamentazione risulta leggermente modificata dalla deliberazione consiliare n.9/2016 con una variazione all’art.16 che non incide sulle valutazioni della presente nota. Ci pare opportuno sintetizzare alcuni principi cardine sui quali impostare il corretto e giusto rapporto fra potenziale sviluppo imprenditoriale delle aziende partecipate e indirizzi strategici forniti dal proprio socio unico, come ricavabili dal Regolamento in questione.

Ad esempio, l’Art. 11 dispone espressamente che il Comune di Trani debba attuare un sistema di controlli, e PRELIMINARMENTE definisca, in accordo con gli organi societari, gli obiettivi a cui deve tendere la società secondo standard qualitativi e quantitativi. I risultati complessivi vengono poi rilevati in occasione della valutazione del bilancio consolidato.

Il successivo Art. 12 specifica la avvenuta istituzione, da ottobre 2013, del “Comitato di Coordinamento”, composto dal Sindaco, dell’Assessore al Bilancio, dagli Assessori competenti, dai Dirigenti e dal Segretario generale. Secondo l’articolo in questione, il Comitato di Coordinamento svolge funzioni di supervisione sulla programmazione economica-finanziaria delle società, IN FUNZIONE CON LA PROGRAMMAZIONE DELL’ENTE, nonché verifica lo stato di attuazione degli indirizzi e obiettivi strategici individuati dalla amministrazione comunale, che, come ben noto, è costituita dal vertice monocratico (Sindaco), dall’organo collegiale esecutivo (Giunta comunale), ma anche e soprattutto dall’organismo collegiale assembleare (Consiglio comunale). Il Comitato di Coordinamento, inoltre, assume il rilevante compito di individuare, con la partecipazione degli organi gestionali, gli INDIRIZZI e gli OBIETTIVI STRATEGICI che si intendono raggiungere ai fini della approvazione degli stessi DA PARTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, in occasione della approvazione del Documento Unico di Programmazione (D.U.P.) ai sensi dell’Art. 170 del D. Lgs. n. 267/2000.

Ancora, l’Art. 13 dispone che il Consiglio Comunale, nell’ambito della Relazione Previsionale e Programmatica, di cui al medesimo articolo del D. Lgs. n.267/2000, DEFINISCE PREVENTIVAMENTE GLI INDIRIZZI STRATEGICI (previsti nello stesso articolo n.170 del D. Lgs n.267/2000) a cui la società deve tendere nell’arco temporale del successivo triennio.

A questo punto, cosa fanno le aziende partecipate, una volta ottenuti gli indirizzi strategici dal Consiglio Comunale?
Lo codifica l’Art. 14, che impone che ogni società trasmetta la “Relazione Previsionale Aziendale” contenente:
a) il piano industriale o piano strategico
b) relazione indicante gli obiettivi imprenditoriali, strategici e gestionali
c) budget
d) relazione sui fattori di rischio che possano compromettere integrità del patrimonio
e) piano annuale delle assunzioni
f) piano annuale degli acquisti.

Tale Relazione Previsionale deve essere corredata dal parere del Collegio Sindacale. E’ evidente che la Relazione Previsionale Aziendale assume importanza fondamentale, in quanto consente alla amministrazione comunale (sindaco/Giunta Comunale/Consiglio Comunale)di verificare in che modo, con quale cronoprogramma, con quali risorse economiche e con quale personale si potranno raggiungere gli obiettivi imprenditoriali stetegici in precedenza disposti.

Infine l’Art.15 dispone che sulla base degli indirizzi strategici, precedentemente approvati nella Relazione Previsionale e Programmatica di cui all’Art. 13, il CONSIGLIO COMUNALE valida il Piano Operativo Aziendale, ritenendolo evidentemente coerente con la programmazione prefissata.

In definitiva il Regolamento introdusse, in modo bilaterale, procedure e sinergie fra apparato politico, apparato amministrativo comunale e apparati amministrativi-gestionali delle aziende, che avrebbero potuto portare ad individuare strategie di sviluppo condivise, consacrate nel POA e validate dalla massima assise cittadina.

Cosa sia accaduto nelle stanze del Comune in tutti questi anni, e come sia stato applicato il Regolamento, non è noto, ma la sottrazione dell’affidamento del servizio di gestione dei parcheggi ad AMET s.p.a., disposta senza alcuna valutazione in ordine alla concreta possibilità di poter modificare la struttura aziendale per consentire un affidamento “in house providing”, appare del tutto priva della necessaria attività istruttoria da parte del Comitato di Coordinamento e degli organi gestionali aziendali che non hanno valutato la continuità del servizio, ovvero ricevuto alcun mandato in tal senso. Di fatto, senza alcuna motivazione valida, disapplicando il Regolamento e in assenza di provvedimenti amministrativi a supporto, si è preferito assoggettare la gestione del servizio ad un privato, peraltro con tempistiche alquanto discutibili se si pensa che è stata effettuata dal dirigente competente (anche dal Comitato??) una sorta di valutazione comparativa di due proposte di partenariato pubblico-privato, di cui una presentata nel 2016 e una nel 2020 (????). Senza entrare nel merito, ma valutando la sola tempistica, la procedura appare anomala.

E che dire di AMIU s.p.a.? L’unico indirizzo strategico in materia di sviluppo aziendale è contenuto nella Delibera di Consiglio Comunale n.27 del 4/5/2015, relativa all’Atto di Indirizzo sulla ricapitalizzazione della partecipata, in cui si prende atto “che il Piano Industriale della società AMIU adottato con determinazione dell’A.U. prevede un nuovo modello di servizi ed investimenti per il rilancio della attività aziendale attraverso lo sviluppo di una ricicleria, ovvero la realizzazione di un impianto di compostaggio per la valorizzazione della FORSU e relativo recupero energetico e la realizzazione di un sistema integrato di gestione dei servizi per la valorizzazione economica dei rifiuti”. Cosa si è attuato di questa programmazione, che ha una sua logica, contenuta in un provvedimento consiliare e quindi avente natura vincolante, a distanza di sei anni? Nulla!

Non vi è stato sviluppo progettuale dell’IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO (abdicando, di fatto, ad una iniziativa privata di una società di Monza, che pare non abbia mai esercitato alcuna attività, che in altro sito ha acquisito l’approvazione di identico impianto da parte della Provincia BAT), e quindi non è stato possibile chiedere ed ottenere apposito finanziamento regionale. Vi è stato il non programmato sviluppo progettuale di un IMPIANTO DI TRATTAMENTO DEL PERCOLATO a servizio di altri impianti e discariche pugliesi, finanziato e di proprietà della Regione Puglia, con trasformazione della ex discarica per r.s.u. in impianto di accumulo del concentrato del percolato, mai previsto e quindi programmato in un POA validato dal Consiglio Comunale (richiesto da chi???), sulla cui vera finalità si continua a mentire. Non vi è stato sviluppo progettuale del potenziamento della RICICLERIA, e quindi non è stato possibile richiedere apposito finanziamento regionale. Tuttavia su questo impianto pare che ora vi sia l’interesse di un altro privato, (tanto per cambiare), il quale vorrebbe provvedere al relativo “rewamping””cioè alla ristrutturazione impiantistica, (in cambio di cosa?) che se la fa un privato la potrebbe fare anche AMIU s.p.a. anche con il sostegno di risorse regionali.

Quindi lo scenario impiantistico sul nostro territorio comunale prevede che la (nostra) ricicleria, gestita da un privato selezioni da impurità la frazione organica dei rifiuti rendendola “di qualità”, che, trasferita ad un impianto di compostaggio (che non si è voluto realizzare) di proprietà di un altro privato potenzialmente permetta a tale impianto di funzionare e produrre “compost di qualita’” e biometano. Questo doveva fare AMIU s.p.a. È facile capire chi invece lo farà.

Risulta anche che AMIU s.p.a abbia pubblicato nel mese di ottobre 2020 un avviso per la vendita a privati della sede su via Barletta, complesso di suoli e fabbriche a suo tempo conferito dal Comune di Trani alla propria azienda. Non si conosce invece quale sia stato il mandato conferito dal Consiglio Comunale, almeno in occasione della approvazione di un DUP, per procedere a tale alienazione di parte del patrimonio immobiliare aziendale, e a che punto sia la procedura ovvero quali sviluppi siano previsti. (trattativa privata?).

Tutto ciò premesso, assume importanza per i consiglieri comunali, verificare tutta l’attività svolta in questi anni dal Comitato di Coordinamento, e quindi verificare:

  • se sul tema dei PARCHEGGI il Comitato abbia coinvolto gli organi direttivi e gestionali di AMET s.p.a , se sia stata valutata dal sistema politico-amministrativo-aziendale l’ipotesi di modificazione dell’assetto societario per consentire affidamento “in house providing”;
  • quali siano stati i presupposti, valutazioni e indirizzi del Comitato sull’IMPIANTO DI TRATTAMENTO DEL PERCOLATO a servizio di impianti extra moenia;
  • quando, come e perché sia stato disposto l’abbandono della vincolante programmazione aziendale già disposta dal Consiglio Comunale, basato sullo sviluppo della RICICLERIA e sulla realizzazione di un IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO;
  • quando sia stato disposta, concordata e validato l’alienazione del patrimonio immobiliare di AMIU s.p,a, a privati;
  • quando sia stato programmato e in quale POA approvato, il ricorso a privati per il “rewamping” della ricicleria.

Tutta tale attività risulterà ovviamente, o almeno si spera, dai verbali dal 2015 sino ad oggi, irreperibili sul sito comunale, relativi alle riunioni del Comitato di Coordinamento, e di cui sin da ora si chiede indistintamente copia, sia se aperti agli organi direttivi delle aziende, sia se limitati al solo ambito politico – amministrativo comunale. Chiediamo, inoltre, al fine di verificare la applicazione del Regolamento sul controllo delle società, copia dei provvedimenti consiliari che hanno disposto indirizzi nei confronti delle aziende, e quindi copia delle Relazioni Previsionali e Programmatiche di cui all’articolo 170 del D. Lgs. n.267/2000, copie dei Piani Operativi Aziendali e delle relative Relazioni Previsionali Aziendali, munite di pareri del collegio sindacale, e infine copia dei provvedimenti consiliari di approvazione delle suddette relazioni, il tutto con indicazione dei riferimenti alle aziende.