Aperture facoltative degli acconciatori a Trani, Confercenti: «Iniziativa contraddittoria e da non ripetere»

Ill.mo Sig. Sindaco, gentilissima Assessora, anche quest’anno, pur in piena emergenza COVID, l’Ufficio SUAP di codesto Comune ha provveduto a predisporre l’Ordinanza n. 45/2020 con il rinnovato scopo di «regolamentare aperture straordinarie per gli esercenti le attività di Barbiere, Acconciatore, Estetista ed Affini, concedendo la “facoltà” di “aperture straordinarie” di tali tipologie di attività.

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Certamente, di fronte alle molteplici indicazioni del Governo e della Regione circa l’emergenza Covid 19, eccezionalmente, ci si può trovare nella possibilità che il Sindaco possa ordinare misure restrittive anche sugli orari delle attività imprenditoriali (non è stato il caso di Trani circa il Decreto Natale, però), ma non crediarno che l’Ordinanza in oggetto abbia risposto a dettati normativi emergenziali COVID.

Si sorvola sulla indicazione della Concessione della Facoltà di aperture straordinarie, evidente contraddizione in termini, espressa nella Ordinanza, ma crediamo che vi si debba porre rimedio definitivo, anche per gli anni a venire, per 1a evidente e logica necessità, persino didattica, che un Comune deve svolgere nei confronti dei propri imprenditori che, liberi di non associarsi ad alcuna rappresentanza categoriale, non hanno però alcun diritto a richiedere di perpetuare prassi e consuetudini fuori da ogni norma.

Ci si rende, infatti, conto che, molto probabilmente, si è sollecitati da artigiani del settore che continuano, ignorandone norme, pur ormai vetuste, a pensare che debba essere il Comune a regolamentare gli orari di apertura e chiusura di tali attività, ma crediamo sia arrivata l’ora di chiarire, una volta per tutte, che l’orario degli artigiani è libero e andrebbe semplicemente comunicato alla clientela da ogni artigiano che, a sua volta, è libero di applicarli in relazione alle proprie esigenze e della sua tipologia di clientela; né si può estensivamente applicare a tali categorie la disciplina degli orari utilizzata per gli esercizi commerciali, peraltro liberalizzata da parecchi anni.

Succede, altresì, che, per alcuni fantomatici rappresentanti di tali categorie, più o meno normativamente legittimati, la richiesta e la conseguente emissione di una Ordinanza viene strumentalmente intesa ed usata per far passare orientamenti più di carattere personale (o di pochi), adducendo interventi sanzionatori da parte delle Forze dell’Ordine, nascondendo così interessi di carattere personale che cozzano con 1a volontà, più diffusa di quanto si possa pensare tra le categorie più giovani, di essere liberi di scegliere le ore da dedicare al lavoro, ma soprattutto provocando carenza di servizio agli utenti finali, ledendo il principio della libera concorrenza.

Si chiede, in conclusione, di annullare l’Ordinanza in questione e/o, in subordine, di precisarne e chiarirne i termini da comunicare a tutti gli artigiani dei settori sopra citati; in ogni caso di non ripeterla, così come impostata, negli anni a venire. Disponibili ad incontro tematico per sciogliere eventuali dubbi sul tema, vi si ringrazia per l’attenzione prestata e si invia un sincero Augurio per l’arrivo del Nuovo Anno, auspicabilmente denso di maggiori positività.

Mario Landriscina (direttore provinciale Confesercenti)

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