Antonella Carta nella «Hall of fame» del calcio. La sua epopea è cominciata a Trani

Quattro indimenticabili stagioni a Trani, quasi all’inizio della sua carriera, dal 1984 al 1988, con due scudetti consecutivi nell’84-85 e 85-86, rispettivamente davanti a Lazio e Verona, e due secondi posti consecutivi nelle due stagioni successive, sempre dietro la Lazio che nel frattempo si era rafforzata con la sua ex compagna di squadra a Trani e amica del cuore Carolina Morace.

pubblicità

È stata proprio quest’ultima a premiare Antonella Carta, simbolo del calcio femminile italiano e della vera e propria leggenda della Trani ’80, in occasione della cerimonia svoltasi a Firenze, a Palazzo Vecchio, per il conferimento delle «Hall of fame» ad alcune protagoniste e protagonisti, in attività o non più, del calcio italiano.

Insieme con Carta sono state premiate il commissario tecnico della Nazionale, Milena Bertolini, e le calciatrici Sara Gama e Barbara Bonansea, che con le altre rappresenteranno l’Italia almeno in quel mondiale dopo la nuova, cocente eliminazione della squadra maschile.

Carta, 55 anni, ha giocato fra gli anni ’80 e ’90 vestendo le casacche di Lecce, Roma, Trani, Giugliano, Milan, Reggiana, Torino, Lugo e Ascoli, poi ha concluso la carriera nella sua regione natale, la Sardegna, con la Torres.

Al suo attivo 700 presenze e 350 reti segnate, vale a dire una ogni due partite, 6 scudetti, 7 Coppa Italia ed una Supercoppa. In Nazionale è scesa in campo a 130 volte mettendo a segno 31 Gol. Nel 1986 una sua rete permise alle azzurre di vincere un Mundialito battendo in finale gli Stati Uniti, mentre nell’Europeo del 1997 fu premiata come migliore centrocampista italiana e continentale. Dopo il calcio s’è dedicata al calcio a 5, giocando fino a cinque anni fa.

Antonella  serba ancora un bellissimo ricordo di Trani e l’abbraccio con Carolina Morace la dice lunga sulle origini delle sue affermazioni come calciatrice di livello assoluto, proprio calcando l’allora terra battuta del Comunale.

Nel suo cuore c’è la Sardegna, ma anche la speranza che Trani ritorni nel calcio che conta. E chissà se il premio ricevuto non sia stata soltanto un’anteprima di una promozione in B che il calcio femminile tranese sta per conquistarsi e raggiungere per la quale mancano soltanto 180, appassionanti minuti.

pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.