Amet, Amiu, mercato e futuro

In concomitanza, quasi diretta, con la discussione da parte del Consiglio dei Ministri sul varo del disegno di legge per la modifica della disposizione n. 142/90 sul riordino dei servizi pubblici locali, si è tenuto nei giorni scorsi presso il Monastero di Colonna un convegno trattante il tema: "Le Aziende Comunali di servizi tra privatizzazione e mercato". Presieduto da Luigi Antonucci (Segretario Generale Funzione Pubblica Cgil Territoriale Andria), l’incontro è stato caratterizzato dalla presenza di validi esponenti, locali e non, di aziende pubbliche e sindacati. L’introduzione di Mario Barberio (Segretario Regionale F.P. Cgil. Puglia) ha posto in risalto le numerose difficoltà cui le aziende comunali dovranno presto far fronte in ossequio al nuovo sistema che prevede la loro liberalizzazione. Barberio ha quindi evidenziato la sempre più crescente necessità di una legge che consenta l’apertura di un mercato competitivo e concorrenziale (purchè verta sull’antitrust) e che garantisca alle future aziende pubbliche un’espansione, su di esso, a pieno titolo e a parità di condizione. Su suo consiglio, dovrebbero essere gli enti pubblici stessi gli arbitri stabilenti i paletti per la gestione dei servizi in questione, e non lasciare che le gare di appalto previste dai piani di governo per queste aziende siano vinte da imprese private estere – anche se queste potrebbero presentare offerte migliori, efficienza organizzativa-coordinativa e tariffe inferiori – o da imprenditori incompetenti. La privatizzazione potrebbe rilevarsi un’arma a doppio taglio, in quanto il privato cerca sempre di lucrare spesso anche a danno dei suoi stessi dipendenti o degli ideali che un tempo caratterizzavo i suoi obiettivi. Questo è uno dei punti che ha sostanziato l’accordo di opinioni tra l’ingegner Giuseppe Mastromauro (Direttore dell’Amet) e Massimo Tamburini (Responsabile Nazionale Comparto Igiene Ambientale). Il primo ha inoltre ribadito l’importanza di un modello base che raccordi tutte le autonomie istituzionali, anche se ciò è di dubbia facilità realizzativa in quanto ognuna di esse consta di realtà differenti. Tamburini ha invece sottolineato che lo Stato non dovrebbe costringere le aziende pubbliche alla scelta di una sola soluzione, perchè essa potrebbe rilevarsi poco appropriata a tutte le concretezze economiche e sociali degli enti, ma offrire maggiori opzioni realizzabili. La sfiducia nelle aziende municipalizzate è comunque aleggiata nei discorsi degli ospiti, perchè considerate carenti di infrastrutture moderne e personale qualificato e motivato al conseguimento di orizzonti soddisfacenti le continue e mutevoli esigenze della clientela. A tal proposito, l’avv. Locafaro (Presidente Commissione Sevizi CISPEL Puglia) ha suggerito, per combattere l’inerzia dei dipendenti Statali ed incentivarli ad una migliore produzione, la proposta di contratti a premio indirizzati ai lavoratori dei servizi pubblici, qualora questi raggiungessero determinati standard qualitativi e quantitativi. "Mercato: moda o necessità?" è la domanda che invece si è posto l’ingegner Carmine Ronchi, Direttore dell’Amiu. A suo avviso la privatizzazione, rispetto al "pubblico", garantisce una maggiore ottimizzazione delle aziende quasi mai a scapito della qualità ricorrendo, spesso, a personale flessibile e mezzi più aggiornati. Ma, per impedire l’eccessiva frammentazione delle fasi pubbliche ed un inevitabile sbandamento delle realtà statali, secondo Ronchi, si dovrebbe ricorrere a delle Autorità regolatrici delle risorse umane, che comincino ad imporre dei livelli di qualità e parità di controlli evitando così spiacevoli distorsioni e ripercussioni dell’economia nazionale. Fra le molte note dolenti, ne è spiccata una che ha per contro rinnovato la fiducia nelle aziende comunali di servizi, e riguarda proprio l’Amiu che, con l’impegno e la professionalità dei suoi addetti, è stata riconosciuta a livello regionale come un esempio di azienda municipalizzata dotata di vena imprenditoriale. Il suo direttore tecnico, l’ingegner Michele Zecchillo, si è però lamentato del nuovo sistema di tariffazione dei rifiuti che colpirà presto gli utenti, sostenendo che questi servizi sono di facile accesso e quindi poco controllabili. All’unanimità dei pareri degli oratori presenti si è giunti ad una più che accattivante conclusione: i tempi sono difficili e risicati, il mercato è un campo irto di insidie e spesso sterile e di difficile stabilità, ma con sforzo culturale, know how aggiornato, capitalizzazioni adeguate e figure specializzate (da sollecitare le cooperazioni consortili) si potrà trascinare l’avanzata dei pubblici servizi e soddisfare la collettività.

pubblicità
pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.