Ambasciatori «via mare»

L’aspetto sportivo e quello umano. In mezzo, una gran vetrina per Trani, che ha potuto anche rinsaldare i vincoli con la Nuova Zelanda, paese nel quale vive una comunità di origini tranesi, gli Sciascia.

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Un esponente di quella comunità, Sonny Sciascia, è cittadino onorario di Trani e, con l’occasione, ha donato alla città un pregevole amo di legno quale simbolo della loro regione. Lo ha fatto consegnare, insieme con un’appassionata lettera, al sindaco, Pinuccio Tarantini.

In Oceania, fra Auckland e Wellngton, l’equipaggio tranese del match race ha concluso con un onorevole sesto posto le due fra le più importanti gare di match race a livello giovanile, la “Youth international match race championship” (dall’11 al 15 febbraio) e la “Centreport youth match racing (dal 16 al 20 febbraio). A seguirli da vicino l’istruttore, Michele Ricci, artefice della continua crescita di questo gruppo di giovani fenomeni della vela regionale e nazionale, che navigano con i colori della Lega navale di Trani.

Valerio Galati (timoniere,17 anni), Marco di Domizio (tailer fiocco e spy, 16 anni), Francesco Mastrogiacomo (tailer randa, 16 anni), Francesco Mauro Manzi (prodiere, 15 anni) hanno difeso molto bene i colori tranesi imponendosi in alcune delle prime regate prima di cedere il passo ad equipaggi dall’età media decisamente più alta e, soprattutto, in condizioni di vento e mare decisamente più congeniali alle formazioni oceaniche di casa.

Lo scorso 27 febbraio, in Lega navale, è stata giornata di festa per il ritorno a casa dell’equipaggio, presente il presidente del sodalizio nautico, Giuseppe Di Ciommo, autorità pubbliche e, ovviamente, i quattro giovani velisti con il loro istruttore. «I ragazzi sono tornati carichi di entusiasmo per una doppia manifestazione che ha dato lustro a loro, alla Lega navale ed alla città – ha detto Di Ciommo -. Sono fiero del loro comportamento sportivo, perché hanno regatato alla pari con fortissimi equipaggi locali ed erano, in ogni caso, l’unica formazione europea. Sono certo che i nostri quattro ragazzi sapranno farsi valere anche in futuro, a patto però che non trascurano gli studi. Sicuramente, grazie a loro, la Lega navale sta rinverdendo i suoi fasti e certamente riuscirà a fare crescere con successo molti altri ragazzi nella pratica della vela».

Il sindaco, a sua volta, si è detto «fiero che Trani sia stata rappresentata da quattro giovani dal viso pulito. Siamo onorati per il fatto che abbiano chiamato la loro barca “Città di Trani” e l’equipaggio “Città di Trani sailing team”. Sono tutte sensazioni di gioia, insieme con il dono e la lettera della famiglia Sciascia».

Valerio Galati, il “capitano” dell’equipaggio, naviga e parla come un veterano, e dice che«regatare in Nuova Zelanda è uno dei sogni di un velista. Auckland e Wellington sono due santuari della vela e noi ci siamo stati un po’ per merito nostro, molto grazie alla Lega navale ed al contributo della Manzi marmi. Come commentare il sesto posto finale in entrambe le località? Se consideriamo che gli equipaggi erano otto, forse non è stato un gran risultato, ma lo è stato dal punto di vista dell’esperienza. Ad Auckland eravamo stanchi per il viaggio e non conoscevamo la barca, a Wellington ci siamo presentati più carichi perché intanto ci eravamo ambientati. Abbiamo vinto alcune regate, siamo stati primi per due giorni, poi ci ha tradito il vento ma abbiamo ricevuto complimento da tutti. Abbiamo pagato anche l’età media più bassa rispetto agli altri sette equipaggi, oltre la mancata conoscenza delle barche, che invece erano ben note ai nostri avversari. Se si fosse regatato a Trani? Avremmo avuto condizioni di mare più favorevoli e conoscenza della barca, ma non so in ogni caso quale sarebbe stato il risultato finale».

Per i “fantastici quattro” adesso si parla di un progressivo lavoro di crescita verso un nuovo sogno che si chiama “Rio 2016”. Ma nella vela i traguardi non sono soltanto i giochi olimpici: il massimo si chiama “Coppa America”. Ma per arrivare lì, forse, è necessario emigrare dalla propria realtà. Vi è il timore che l’equipaggio tranese, un giorno, si divida? «È una mia speranza – risponde Michele Ricci -, perché questi sono ragazzi di valore che meritano la Coppa America in equipaggi di valore e con finanziatori di valore. Però – aggiunge – loro quattro sono molto coesi, quindi mi auguro che la Coppa America la facciano continuando a regatare insieme».

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