Alla scoperta di Trani bizantina

"Una città senza tempo": è questa una delle definizioni più esatte e pertinenti che si possano attribuire alla nostra antichissima Città. Turenum, fondata da Tirreno, eroe omerico e figlio di Diomede, è il risultato di una mescolanza di epoche ancestrali risalenti alle primordiali culture greche e latine. Le prime mura tranesi hanno fondamenta bizantine e molte delle nostre chiese conservano tuttora le significative testimonianze del grande impero greco. Su questo tema l’Associazione "Obiettivo Trani" ha dato esito al terzo incontro della serie "Trani attraverso il tempo". Relatore dell’appuntamento è stato il professor Pasquale Corsi, docente di Storia Medievale e Bizantina presso l’Università di Bari, che ha trattato l’argomento "Trani in età Bizantina". L’Impero Bizantino, denominato anche Impero Romano d’Oriente, sorse dalla divisione dell’Impero Romano fatta da Teodosio nel 395 e durò sino alla conquista turca nel 1453. Esso rappresenta l’elemento di continuità tra la civiltà medievale e la tradizione romana, fondendo in un’originale sintesi politica e religiosa l’efficace apparato statale romano-imperiale, la religione cristiana e la cultura ellenica. Per quanto concerne Trani, l’età bizantina è divisibile in due periodi: dall’Alto Medioevo fino al 1000 e dal 1001 fino al 1073. Secondo la cronologia storica, nel primo periodo, qui considerato, l’Italia Meridionale (e non solo) è conquistata dal bizantino Gregoriano I. Durante il regno di Giustino II i molti possedimenti greci caddero in mano ai Longobardi e questi, dopo una nuova parentesi bizantina con Basilio I Macedone, si arresero ai normanni, e così di seguito. Trani già nel 501 fu più che famosa, in quanto vantava la presenza di un episcopato con la conseguente costituzione di una diocesi, e ciò favoriva l’incremento della popolazione e dei turisti. Quest’eccezionale aumento di abitanti fu anche dovuto alla traslazione delle reliquie di San Leucio, trafugate da Brindisi nel 633 da marinai tranesi, portate nella nostra Cattedrale e consegnate al vescovo Ghino che le ricevette in forma solenne. L’ipogeo che conserva le spoglie del Santo è scavato nel calcare al di sotto del livello del mare, ed inizialmente fu utilizzato come cripta. Esso è un ambiente quadrangolare che gira attorno ad una cella centrale in cui vi sono i resti di affreschi d’epoca bizantina. L’architettura ellenico-romana propone chiese a pianta centrale, volte a botte, cupole di derivazione orientale in cui si aprono numerose finestre, colonne dai caratteristici capitelli a paniere, marmi polierami ed altre particolarità riscontrabili in molte strutture tranesi dell’epoca. La riconquista bizantina, ad opera di Basilio I, portò la Puglia ad essere considerata, grazie alla presenza del Canale d’Otranto, punto strategico per la finalizzazione dell’attacco all’Impero d’Oriente. Anche Trani, divenuta nel periodo nel dominio longobardo una città fortificata (attestazione della presenza di un castaldato di origine germanica), fu stabilmente inserita nel quadro bizantino. Diventò così anche fiorente città costiera, grazie al suo porto dove avvenivano scambi commerciali e culturali soprattutto con l’Oriente. Pur essendo civilmente longobarda, Trani rimase politicamente bizantina. Infatti, nel periodo delle maggiori rivolte (fine X, inizio XI secolo), quando i ricchi vollero governare anche politicamente, i tranesi svilupparono una forte mentalità di appartenenza ellenica dando persino vita ad un partito filo-bizantino scomodo alle altre città pugliesi. Trani visse il suo tempo più positivo proprio nel periodo bizantino ed il partito filo-bizantino, che non ebbe subito riscontro, fragorò soprattutto sotto la dominazione normanna, che diede vita al feudalesimo. La fine del bizantinismo non significò fine della sua influenza. Esempio tangibile di questo prestigio furono gli Ordinamenta Maris, sempre presenti nella cultura e storia tranese. In conclusione, quindi, si può affermare che Trani è una delle testimonianze più vivide delle presenze greco-orientali in un contesto nazionale improntato sulla cultura longobarda.

pubblicità
pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.