A Trani ci sono Statuti e… Statuti: in piazza Quercia, ecco il monumento al buio di cui non parla nessuno

L’accensione di un albero di Natale stilizzato in piazza Quercia ha ispirato un nostro concittadino, Beppe Farano, allo scatto di una foto particolarmente espressiva.

L’immagine pone in risalto il singolare e poco piacevole contrasto fra l’elemento di arredo urbano natalizio sfavillante di luci e, in primo piano, il bassorilievo bronzeo raffigurante la promulgazione degli Statuti Marittimi (realizzato nel 1963 dagli artisti Stifano e Bibbò) desolatamente al buio per il mancato funzionamento dei proiettori posizionati ai suoi piedi per la sua valorizzazione luminosa.

Da tempo quei due fari manifestano problemi anche a causa dell’azione dei vandali, che spesso ruotano i cilindri di contenimento delle lampade causando il distacco dei fili e dunque l’interruzione dell’alimentazione. Di certo, però, sono da porre in risalto due problemi.  

Il primo. Siamo in un luogo di pubblico passaggio particolarmente frequentato e riteniamo impossibile che un amministratore o un addetto ai lavori non abbiano notato tale situazione, perdurante da tempo, segnalandola a chi di dovere.

Il secondo. Proprio nei giorni in cui si è fortemente dibattuto sulla collocazione delle tavole raffiguranti gli Statuti Marittimi, e tutta la città è sembrata prendere a cuore il problema, appare quanto meno contraddittorio il fatto che un’altra delle massime opere dedicate agli Statuti Marittimi (che fa il paio con il sipario del teatro comunale custodito nell’aula magna della scuola De Amicis), si ritrovi lì, in piazza Quercia, completamente dimenticata al punto che nessuno segnali anche la sola mancata illuminazione del monumento stesso.

Peccato davvero, anche perché il bassorilievo bronzeo è stato anche oggetto di un pregevole restauro nel 2013 (quindi appena otto anni fa), sotto l’egida del sindaco Luigi Riserbato, in occasione dei 950 anni dalla promulgazione delle prime leggi del mare.

Senza dimenticare il mistero, rimasto irrisolto, della scomparsa delle colonnine e catene in ferro che una volta cingevano quel monumento dopo la sua realizzazione: non soltanto opere di valore dissoltesi nel nulla, ma anche strumenti senza i quali chiunque può sedersi e bivaccare ai piedi del nonumento, come già purtroppo più volte accaduto.

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