3 febbraio 1921-3 febbraio 2021: Trani celebra il centenario della nascita di Benedetto Ronchi

Oggi, 3 febbraio 2021, la città di Trani festeggia il centenario della nascita di Benedetto Ronchi. All’illustre personaggio della storia cittadina, l’amministrazione comunale ha scelto di dedicare un video (che vi alleghiamo) dove chi l’ha conosciuto racconta stralci di vita privata e pubblica.

«Oggi ricadono i cento anni dalla nascita di Benedetto Ronchi – ha detto il sindaco Amedeo Bottaro -, persona illustre della nostra città che non possiamo non ricordare. A lui il grande merito di aver iniziato un processo di trasformazione della nostra biblioteca comunale e di aver messo tutto l’impegno e tutta la passione per la nostra città. Credo che ciascuno di noi sia cresciuto con il libro su Trani di Benedetto Ronchi e che con grande orgoglio tiriamo fuori per far vedere la nostra bella Trani».

«Come amministrazione comunale – spiega l’assessora alle culture Francesca Zitoli – non potevamo far passare in sordina una data particolarmente significativa per la nostra comunità in cui ricorre il centenario della nascita di Benedetto Ronchi, una delle personalità più significative per la nostra comunità cittadina e per la storia della nostra biblioteca comunale. Ci è sembrato assolutamente doveroso ricordare una figura così importante attraverso i ricordi del dottor Mario schiralli e del figlio Francesco Ronchi. Da questi emerge il ritratto di una persona che con il rigore, la competenza, la dolcezza e la sua professionalità ha lasciato a tutta la nostra comunità un patrimonio culturale di cui ancora oggi vediamo i contributi».

Parte della vita privata di Ronchi viene spiegata dal figlio, Francesco: «Mio padre aveva una personalità forte, con una sua ferrea educazione, era molto rigoroso con se stesso e con noi. Ma questo non significa che i suoi comportamenti nei nostri confronti fossero, in un certo senso, militareschi. Anzi. Aveva un sorriso dolcissimo e una capacità di intuire i problemi che noi figli avevamo. Aveva questo rigore morale che gli veniva anche dalla sua infanzia perché era orfano di madre. Il padre, invece, come tante persone dell’epoca, per motivi di lavoro aveva dovuto emigrare a New York. Dunque, è stato un uomo che si è creato da solo. Lui per me è stato una presenza indispensabile».

Anche Mario Schiralli, già direttore della Biblioteca comunale Giovanni Bovio, ha ricordato Benedetto Ronchi: «Il mio rapporto lavorativo con lui risale al primo febbraio 1965. Ho avuto modo di conoscere e apprezzare la sua capacità di insegnarmi ad amare la cultura, la storia e soprattutto la sua Trani. Ronchi ha studiato la nostra città e ce l’ha svelata in tutti i suoi particolari».

«È grande l’eredità che Ronchi ci lascia – dice Daniela Pellegrino, attuale direttrice della biblioteca -, una grande eredità con la sua copiosa produzione editoriale che ha lasciato il segno alle generazioni future. Noi oggi ci troviamo a ereditare questa grande tradizione e continuiamo a farlo nel segno del suo ricordo e della sua impronta. Oggi la biblioteca ha in corso una serie di progetti, uno dei quali è quello del recupero del patrimonio librario ancora depositato presso la precedente sede di Palazzo Vischi».