Trani, l’isola ecologica di piazza Plebiscito sarà trasferita a Capirro. Nacci: «Raddoppio della plastica? Non subito»

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L’isola ecologica di piazza Plebiscito sarà trasferita a Capirro. È quanto fa sapere a Radio Bombo l’Amministratore unico di Amiu, Gaetano Nacci, in sede di bilancio dei primi due mesi di raccolta differenziata porta a porta, che hanno regalato alla città un doppio record di percentuale di raccolta differenziata nella Bat e persino fra i capoluoghi di provincia pugliesi.

Infatti, a dicembre Trani ha sfiorato l’80 per cento «e tale risultato rappresenta il segno tangibile che non ci fosse paura, ma voglia di cambiamento da parte dei cittadini – commenta Nacci -, che hanno risposto molto bene alla nuova modalità di raccolta dei rifiuti che abbiamo introdotto insieme con l’amministrazione comunale».

Adesso, dunque, è tempo di stabilizzare quei dati e procedere, dall’analisi vedi stessi, agli opportuni correttivi per rendere il servizio ancora più affidabile.

Ebbene, fra gli interventi che l’azienda ha in animo di realizzare, d’intesa con l’amministrazione comunale, vi è proprio quello del trasloco dell’unica delle quattro isole ecologiche mobili che sembra non essere particolarmente utilizzate dai cittadini.

Infatti, se vanno molto bene quelle di via Gisotti, via Superga e via Andria, nella piazza davanti alla villa comunale l’afflusso non è soddisfacente. E, così, si punta a trasferire la postazione nel popoloso quartiere di Capirro, consentendo anche a molti utenti di conferire le frazioni dei rifiuti durante i loro spostamenti approfittando di quella viabilità.

La soluzione appare tutt’altro che estemporanea poiché già molti anni fa, prima dell’avvento dell’ingegner Nacci alla guida di Amiu, l’ex direttore dell’azienda, Michele Zecchillo, aveva progettato un secondo centro di raccolta comunale proprio in contrata Turrisana, che facesse il paio con quello già esistente da quasi vent’anni in via Finanzieri.

«Qella ipotesi è ancora al nostro vaglio – fa sapere Nacci -, ma per realizzare un nuovo centro di raccolta comunale abbiamo bisogno di candidarci ad un finanziamento regionale ed ottenerlo. Nel frattempo, possiamo certamente trasferire in quell’area un’isola ecologica mobile per ottimizzare il servizio».

Quanto all’altro problema sul tappeto, vale a dire la richiesta da più parti del raddoppio della raccolta della plastica durante il calendario settimanale, Nacci continua ad essere molto prudente: «Le pressioni sono tante, ma la raccolta porta a porta ha anche una finalità didattica e posso assicurare che sono tanti gli utenti con i quali ci confrontiamo e che ammettono che finora avevano fatto un uso smodato della plastica. Adesso, grazie alla modalità del porta a porta, hanno cominciato a cambiare il loro stile di vita. Certo – ammette l’Au di Amiu -, c’è tanta produzione di plastica a monte ma l’utente, cambiando in meglio delle proprie abitudini, può interrompere quella filiera e dare un segno di civiltà. Basterebbe comprare l’acqua in bottiglie di vetro riutilizzabili piuttosto che in fardelli​ di bottiglie​ di plastica, giusto per fare l’esempio più ricorrente».

Per Nacci, però, resta fermo un punto: «Queste e altre criticità a noi appaiono sbavature in uno scenario che i numeri descrivono in maniera fedele. In due mesi siamo andati ben oltre qualunque aspettativa, e questo è un dato di fatto incontrovertibile che certifica il complessivo buon funzionamento della nuova modalità di raccolta dei rifiuti in città».